Alla fine di questo “particolare” anno scolastico, anche se con grande sforzo, ma tanta soddisfazione, gli alunni dell’ I.C. Radice Pappalardo hanno partecipato alle diverse iniziative promosse dalla scuola,  approfondendo alcune attività educativo-didattiche del Progetto Unicef. I nostri alunni hanno fatto sentire la loro voce: “Per noi alunni della classe 5B, del plesso Radice, il Progetto Scuola Amica Unicef , in questo secondo quadrimestre, è continuato con la visione del video “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ”, che ci ha permesso di realizzare attività didattiche come racconti, disegni che abbiamo condiviso in un Powerpoint. Per noi più piccoli alunni della 2B del plesso Verga la videolettura di Albi illustrati “La storia del topolino Federico” ci ha permesso di raccontare le nostre emozioni.

Che cosa vorresti portare nel tuo rifugio per vivere meglio questo periodo con chi ti è vicino? Quali parole ti hanno confortato o messo paura? Quali avvenimenti ti hanno fatto star male o bene? Con  i disegni e i racconti abbiamo descritto Parole morbide come il bacio della mia mamma, un abbraccio di un fratello, una carezza di un amico; Parole divertenti come gioco,  cartone animato, ma anche “Parole dure” come paura, sgomento, che ci hanno accompagnato in questi ultimi mesi di preoccupazione e distanza sociale”.

“La didattica a distanza non ci ha fermato nel nostro progetto educativo” dicono i docenti che hanno affrontato i temi proposti per la campagna di sensibilizzazione grazie ad  uno stile professionale improntato  sul mettere al centro l’alunno, favorire l’inclusione e la valorizzazione delle differenze, utilizzando un approccio fondato sull’ascolto, sulla partecipazione e sull’assunzione di responsabilità da parte dei bambini e dei ragazzi, sulle cure e sul sostegno nelle difficoltà per tutti i bambini del mondo, vivendo e condividendo in pieno i loro diritti.

“La classe virtuale ha fatto da tramite per offrire spunti di riflessione sui valori sociali, di sicurezza, di inclusione e benessere psicofisico, realizzando video, ricerche, poesie e  disegni svolti in modalità DAD, con  l’attenzione ad essere vicini a tutti gli alunni cogliendone le esigenze e le fragilità, anche a distanza. Nonostante la scuola di oggi abbia fatto dell’inclusione una delle sue parole chiavi, la DAD è stata un importante monito, affinché ogni alunno si sentisse il “preferito” di ogni suo insegnante”. In questo scenario, le emozioni e le riflessioni degli alunni ci hanno fortemente gratificato.