Essepiauto

Alla fine, gli occhi lucidi di alcuni studenti del Liceo Scientifico di Castelvetrano hanno vinto sull’intero percorso di Cittadinanza Attiva curato da Giacomo Bonagiuso, con il patrocinio del Consorzio Trapanese di Legalità e Sviluppo. Gli occhi lucidi di alcuni giovani delle ultime classi del “Michele Cipolla” di Castelvetrano, che hanno così reagito, in modo umano e partecipe, alla grande lezione di vita e di etica di Giuseppe Antoci, già direttore del Parco dei Nebrodi, ed oggi presidente onorario della Fondazione Caponnetto, vittima di un attentato mafioso, dal quale si è salvato solo grazie alla prontezza e abilità della sua scorta e al mezzo blindato sul quale viaggiava.
Ma Antoci non ha puntato l’attenzione su quei drammatici minuti, anzi, li ha abilmente totalmente espunti dal racconto, commuovendo invece i giovani presenti che ha definito “il presente della nostra Società”. “No, non siete il futuro, non fatevelo dire mai che siete il futuro, ragazzi, perché il futuro deve ancora venire, ed è come dirvi che non è mai il vostro turno, il vostro momento. Voi siete il presente e in termini di coscienza civica voi siete la generazione che di più si sta facendo carico della questione”.
Ad anticipare le potenti parole di Antoci, che ha citato il confronto con le sue figlie come specchio fedele delle sue stesse decisione in merito all’andare avanti o mollare ogni cosa, era stata la relazione introduttiva di Daniele Tardia. Il giurista trapanese è riuscito a interessare l’uditorio tessendo con molta perizia il rapporto tra legalità e giustizia.
Preziosi sono stati i contributi degli stessi studenti che hanno prodotto una ricerca sui cardini della Costituzione, a partire dagli articoli 3 e 10, ovvero a partire dal rapporto tra cittadino e straniero, proprio in virtù dei diritti fondamentali della persona che sono inalienabili e immodificabili da qualunque legge positiva.
Emozionante anche i contributi studenteschi sulla storia di Samia, che ha traversato l’Africa per poter realizzare il suo sogno e sulla riflessione di Saviano nel volume fotografico “In mare non esistono taxi”.
Benito Frazzetta, in arte Varva, ha presentato il suo cortometraggio “A mare si gioca?”, interessante metafora che ha nel mare, nell’esodo e nel rischio di morte, il suo perno maggiormente duro per le coscienze.
Una giornata all’insegna dei valori, inalienabili dai tecnicismi delle norme, che ha rimesso al centro la giustizia e mostrato ancora una volta come i giovani siano davvero l’essenza di una Città che vuole voltare pagina, senza mai disconoscere i propri cancri e le proprie radici. Alla manifestazione sono intervenuti anche i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, la Dirigente Tania Barresi, nonché il Sindaco Nicola Catania, presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Consorzio Trapanese per la Legalità e lo Sviluppo.