La Corte di Appello di Caltanissetta ha ammesso la richiesta di revisione della condanna a 6 anni e 6 mesi inflitta nel 1997 dalla Corte di Appello di Palermo ad Antonio Vaccarino per un presunto traffico di sostanze stupefacenti che aveva come base logistica l’aeroporto di Linate a Milano. Le accuse in quel processo venivano mosse sulla scorta delle dichiarazioni accusatorie rese dall’ex collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara, che additava il professore Vaccarino quale membro dell’associazione mafiosa Cosa Nostra. Quest’ultima accusa, in primo grado venne accolta dal Tribunale di Marsala che lo condannò a 18 anni di reclusione; poi la Corte d’Appello di Palermo ritenne infondata l’accusa ma ritenne credibili le dichiarazioni d Calcare in ordine al solo reato di traffico di stupefacenti.

La richiesta di revisione della condanna è stata avanzata dagli avvocati Baldassare Lauria e Giovanna Angelo, sulla scorta di plurime prove dichiarative rese da collaboratori di giustizia e funzionari dei Carabinieri e Polizia che hanno attestato le falsità delle accuse a suo tempo mosse da collaboratore Vincenzo Calcara. Quest’ultimo collaboratore era già stato ritenuto falso con sentenza della Corte di Assise di Caltanissetta nel processo per l’omicidio del giudice Ciaccio Montalto. Ora inizierà il processo di revisione.

“Siamo molto soddisfatti della pronuncia della Corte di Appello di Caltanissetta, e siamo convinti che questa condanna sarà annullata. Il nostro assistito si è sempre proclamato innocente e le evidenze che abbiamo raccolto dimostrano come lo stesso sia stato vittima di un clamoroso errore giudiziario”, hanno detto i legali. In precedenza il Procuratore generale della Corte di Appello di Catania, cui era stata avanzata l’istanza di revisione, aveva chiesto la revoca della sentenza di condanna, ma la Corte di Appello di Catania si era dichiarata incompetente per territorio investendo così la Corte nissena.