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L’orientamento del Governo è quello di far rientrare gli studenti il 10 gennaio a scuola. Niente didattica a distanza, dunque, anche se domani il Consiglio dei Ministri si riunirà per decidere sul da farsi. Al momento il rientro in classe, almeno in Sicilia, è previsto per il 10 gennaio ma il crescere dei casi positivi anche tra i ragazzi preoccupa e non poco i sindaci. L’Assessore regionale alla pubblica istruzione Roberto Lagalla ieri è intervenuto chiedendo ai primi cittadini di «evitare psicosi». Ma per i sindaci la preoccupazione c’è e rimane. Il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida per venerdì ha convocato la conferenza provinciale dei sindaci.

«La situazione pandemica evidenzia un bollettino da guerra di contagiati, registrando le prime inevitabili disfunzioni nel pronto intervento dei servizi sanitari dedicati – ha detto Tranchida – c’è preoccupazione per l’insorgere di nuovi focolai. La conferenza dei sindaci sarà chiamata a fare il punto della situazione». La via d’uscita c’è ed è l’attivazione della didattica a distanza, almeno per alcune settimane, nell’attesa che la situazione dei contagi torni piuttosto normale.

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