ASCOLTA L'ARTICOLO

Come ridurre il prezzo del carburante? «Basta che il Governo cancelli o sospenda le accise, per così dare una boccata di ossigeno ai contribuenti, alle imprese e agli autotrasportatori». Lo dice il Presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro. Gli aumenti del prezzo dei carburanti rischia ora di mettere in ginocchio il trasporto pubblico locale e le piccole aziende. Quello delle accise di Stato sui carburanti è un capitolo da sempre aperto. Nel tempo sono state sempre aumentate allo scopo di fronteggiare finanziariamente ad alcune emergenze, come quelle provocate dagli eventi naturali o dalle guerre. Ma quando sono cadute le ragioni per fare il prelievo, gli incrementi sono rimasti lì, per essere utilizzati per la copertura di altre voci del bilancio pubblico. In totale, sono quasi una ventina le accise sui carburanti, accorpate nel 1995 in un’unica imposta indifferenziata, eliminando così ogni riferimento alle motivazioni originali. Gli italiani tra le accise pagano ancora quella per finanziare la guerra di Mussolini in Abissinia e ancora quella del conflitto di Etiopia, la crisi di Suez e quella per la ricostruzione dopo il disastro della diga del Vajont.

«Il Governo si dimostra assolutamente inadeguato a sostenere i problemi della crisi energetica – dice Finocchiaro – in questo momento chiediamo con forza che il Governo, anche per un periodo temporalmente limitato, di annullare le accise in tal  modo da consentire di riallineare il prezzo del carburante ai vecchi costi, così da rimettere in moto la  competitività dell’industria, del commercio e dell’artigianato, aiutando gli autotrasportatori, ma anche i  contribuenti e le loro famiglie».

AUTORE.