Dopo la strage di Parigi ed il mondo occidentale che accoglie l’islamofobia come pensiero, un ospite del centro di accoglienza “La locanda”, scrive una lettera ai castelvetranesi per invitare ad una riflessione.

Cari Castelvetranesi,

Mi chiamo Amadou, sono del Gambia, ho 22 anni e sono musulmano di etnia mandinka. Sono venuto in Italia attraversando la Libia e sono arrivato a Messina l’8 maggio 2014. Sinceramente è stato un viaggio che non dimenticherò mai in tutta la mia vita; non solo perché è stato rischioso, ma soppratutto perché ho dovuto lasciare la terra in cui sono nato, la terra che mi ha reso chi sono, la terra in cui ho vissuto con i due migliori amici che è possibile avere, cioè il mio papà e la mia mamma.

La mia terra è un luogo in cui tutti sono accoglienti e tutti si prendono cura l’uno dell’altro. Non fa differezenza se la tua etnia è Mandinka , Wollof, Fula , Jola, oppure se sei di religione Musulmana o Cristiana. Noi ci prendiamo cura l’uno dell’altro nei momenti buoni e in quelli cattivi.

gambia castelvetrano immigrati

La mia terra è un luogo che il turista chiama ‘la costa sorridente dell’Africa occidentale’, non solo per una questione geografica, ma proprio per il modo amorevole in cui trattiamo gli stranieri. Anche se il Gambia è un piccola nazione, ogni anno accogliamo turisti provenienti da diverse parti del mondo. Vengono a trovarci per godere delle bellezze del Gambia: il sole, il fiume e la nostra cultura.

Il Gambia è un luogo in cui, quando arriva il Natale, uno straniero penserebbe che siamo tutti cristiani perche tutto il Paese è in festa! La stessa cosa vale per le feste musulmane. Questo accade perché i cristiani non celebrano da soli il natale, come i musulmani non celebrano da soli il Tobaski (sarebbe come il Natale per i musulmani ). Invece, tutti noi uniamo le mani per una festa di successo! Mi ricordo che io ed i miei amici pregavamo affinché il Natale ed il Venerdì Santo venissero celebrati più di una volta nell’anno per godere delle preparazioni che cominciano mesi prima e anche perché queste feste vengono festeggiate da tutti.

La mia nazione è un luogo che amo e amerò per sempre. Come dice il proverbio: “non c’è nessun posto come casa”, e prego di avere,prima o poi, la possibilità di tornarvi, quando nella mia terra d’origine ci sarà la pace.

Non vorrei essere frainteso, non sto dicendo che l’Italia non è un bel posto, anzi, per me è un Paese di persone buone e religiose, persone che aprono le porte quando NOI abbiamo bisogno di aiuto. Voi italiani siete i nostri angeli custodi. Malgrado tutto questo, però, giornalmente incontro persone che mi fanno sentire indesiderato, queste persone mi fanno venire voglia di scappare di nuovo. Sono queste persone che mi fanno pensare che io non meriti di essere libero o felice.

Mi chiamano con brutti nomi, mi gettano bottiglie di acqua addosso, a volte mi sputano. Alcuni, quando vanno in moto, se mi vedono per strada, rallentano per potermi colpire e poi fuggire. Sapete, é successo anche che quando entro in un negozio per comprare alcune cose il proprietario inizia a spruzzare deodorante come se io faccessi puzza. Ed, inoltre, se cammino per strada e qualcuno sta percorrendo il mio stesso marciapiede, venendomi incontro, questi cerca un luogo per fermarsi fino a quando non sono passato.

Comunque si possono incontrare persone deliziose che vi faranno dimenticare tutte queste cose. A che serve vivere in questa grande terra piena di possibilità, se comunque la gente di qui mantiene a distanza gli immigrati, che, a loro volta, hanno paura di avvicinarsi. E si sa cosa succede dopo nei nostri cuori: saranno pieni di dolore e rabbia.

Comportandoci così, comincieremo ad annegare nel silenzio, pur essendo tutti fratelli e sorelle. Quando decideremo di trasformare noi stessi da bruchi paurosi in farfalle coraggiose saremo in grado di affrontare realmente il divario razziale e camminare insieme verso un futuro luminoso e colorato.

Io non sono razzista. Io sono contro ogni forma di razzismo e di segregazione, ogni forma di discriminazione. Credo negli esseri umani e che tutti debbano essere rispettati come tali, indipendentemente dal loro colore. Il fatto è che c’è solo una razza, la razza umana! Le persone possono avere la pelle bianca, nera, marrone, gialla, rossa, o di qualsiasi altro colore, possono avere diverse origini etniche, ma fanno tutte parte della stessa razza, la razza umana! La Bibbia dice che tutti gli uomini sono creati a immagine di Dio, che ha creato tutti gli uomini uguali. Allora il razzismo nasce dalla menzogna, dalla convinzione di alcuni esseri umani di essere migliori di altri. E ‘una menzogna egocentrica che corrompe la nostra mente e le fa credere che ha ragione chi tratta gli altri come non vorrebbe essere trattato. Uniamoci a combattere questa mentalità e accogliamoci come fratelli e sorelle.

Come dice la Bibbia nel Deuteronomio 10.19: Amerai lo straniero perché una volta siete stati voi i forestieri nel paese d’Egitto.
Levitico 19.34: Lo straniero che risiede con voi sarà per voi come cittadino in mezzo a voi. Amerai lo straniero come te stesso perché anche voi foste stranieri nel paese Egitto.
Luca 10.27: Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutta la tua forza e tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso.
Matteo 5.43-44 Avete sentito ciò che è stato detto: amerai il prossimo tuo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguiteranno.
Romani 13.8: Non dovete niente a nessuno, eccetto amarvi l’un l’altro: chi ama il suo simile ha adempiuto la Legge.
Romani 13.10: l’amore non fa nessun male al prossimo, è l’adempimento della Legge.
Romani 00.13: Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità.

Se questi sono gli insegnamenti della Bibbia e sono uguali agli insegamenti del Corano, allora qual è il nostro dovere da credenti? Questa è una domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi.

Grazie a tutti voi. Buon Natale e felice anno nuovo.