“Ho sempre combattuto i boss. Sono vittima di un complotto dei mafiosi contro di me, per vendicarsi di tutto quello che ho fatto contro la mafia durante la mia amministrazione”.

In realtà le indagini raccontano ben altro, perché se in pubblico Caravà era un tenace oppositore della mafia, in privato aveva più volte dato appalti ad imprese segnalate dagli amici, ed era così intimo il legame con la famiglia del mafioso Spezia, da addirittura pagare le spese di viaggio che i familiari di questo facevano quando andavano a trovarlo in carcere.

Proprio sui biglietti aerei pagati ai familiari del boss Spezia si è concentrato parte dell’interrogatorio. Sollecitato dal giudice per le indagini preliminari, Maria Pino, Caravà ha risposto, senza scomporsi: “Non so nulla di quei biglietti”. E ancora una volta ha insistito: “Sono del tutto innocente”. Ma già dal decreto di scioglimento del Comune di Campobello del 1992 emerge che Ciro Caravà, allora consigliere comunale, insieme ad un suo collega, Antonio Passanante era “in rapporti di amicizia con noti pregiudicati ed esponenti mafiosi quali Nunzio Spezia ed Antonino Messina”.

Tutto questo nel 1992. Quindici anni dopo, dalle indagini emerge che i mafiosi erano di casa al Comune di Campobello. Le videocamere dei carabinieri li riprendono addirittura mentre partecipano ai lavori del consiglio comunale, il 10 Luglio 2006. Durante una pausa della seduta dei lavori, in quella data, avvenne una riunione tra gli assessori, il Sindaco Caravà e alcuni mafiosi poi arrestati nel 2009 nell’ambito dell’operazione Golem. Altri uomini di Messina Denaro parteciparono a quella riunione: Franco Indelicato e Gaspare Lipari (arrestato la scorsa notte). Tra l’altro Indelicato era stato nominato consulente del Sindaco, e la moglie di Gaspare Lipari era stata nominata nel suo gabinetto.

Per mafia e intestazione fittizia di beni Franco Indelicato, ex consulente del sindaco Caravà, è stato condannato il 15 Marzo del 2010 a 10 anni e 80 mila euro di multa.

fonte. Marsala.it