rai canoneDal 1° gennaio 2016, la detenzione di un apparecchio si presume nei confronti dei titolari di utenza di fornitura elettrica ad uso domestico residente; il canone tv sarà introdotto nella bolletta elettrica a partire da luglio e costerà 100 euro, le prime 7 rate saranno “cumulativamente addebitate nella prima fattura successiva all’1 luglio”, per cui il contribuente riceverà sulla prima bolletta utile dopo il 1° luglio, un addebito in fattura luce pari a 70,00 euro e sulle successive bollette, le ulteriori 30 euro.

Con la nuova Legge di Stabilità 2016 sono state introdotte importanti novità:

  • Riduzione del canone rai 2016 a 100 euro, importo che scenderà a 95 euro nel 2017;
  • Pagamento canone Rai 2016 in bolletta elettrica con le prime 7 rate, pari a 70 euro e 30 euro sulle successive fino ad ottobre;

Il tanto atteso decreto Mise che è entrato in vigore domenica scorsa potrebbe, infatti, cancellare a sorpresa le richieste di esonero presentate nei mesi passati da molti italiani che non hanno il televisore.

Il decreto dice, infatti, che per la «dichiarazione di non detenzione» occorreva utilizzare esclusivamente il modello approvato dall’Agenzia delle entrate il 24 marzo (e le successive modifiche). Quindi chi ha usato il modello vecchio potrebbe vedersi addebitare l’imposta a luglio. Questo nonostante l’Agenzia abbia sempre detto che andavano bene anche i moduli datati. Altri pasticci potrebbero uscire dalla bolletta elettrica di luglio.

Occorre immaginare che un’ enorme quantità di dati, principalmente i dati sulla residenza di milioni di persone e l’intestazione delle utenze elettriche di altrettanti milioni di persone, verranno compilati, incrociati e rimpallati da un ufficio all’altro del Paese. Cosa ne uscirà è la grande domanda. Il rischio di errori ovviamente non manca. Come non sono escluse sviste, disguidi o negligenze da parte dei contribuenti. Un caso a rischio, molto frequente, è quello di chi ha più utenze elettriche intestate. Questo perché magari ha una casa in Piemonte e una in Sicilia. Le banche dati riusciranno a riconoscere che l’utente piemontese e quello siciliano sono la stessa persona?

Marito e moglie rischiano di pagare il doppio  nel caso in cui abbiano due case con due utenze diversamente intestate, risiedano nella stessa abitazione, ma ci siano disguidi sui loro dati.

Chi non è residente non paga il Canone Rai perché si paga dove si è residenti attraverso la bolletta di quel luogo e il suo intestatario. Anche qui però non è detto che davvero tutto fili liscio e che le banche dati comunichino le informazioni nel verso giusto. In più c’è il giallo sulle bollette D3 perché Acquirente Unico Spa, che gestisce i servizi energetici, non è in grado di distinguere tra D3 residenziale e non residenziale.

A chi ha presentato la domanda di esonero prima del 24 marzo occorrerà verificare cosa deve fare chi ha usato il modello non conforme. Le associazioni di consumatori chiederanno alle Entrate, che dovranno applicare il decreto appena varato, di aggiustare il tiro. Le Entrate potrebbero, per esempio, sanare la situazione in corso oppure chiedere un nuovo invio del modello per la richiesta di esonero. Sono queste alcune ipotesi.

Il decreto pasticciato non ha stabilito come si potranno chiedere eventuali rimborsi dei soldi pagati e non dovuti. A fissare le regole sarà l’Agenzia delle Entrate che ha tempo al massimo fino al 3 di agosto per scrivere il provvedimento in materia. I consumatori vogliono accelerare i tempi: «Chiediamo che l’Agenzia emani al più presto il provvedimento di attuazione e possibilmente già prima della fine di giugno» dice Massimo Dona, segretario Unione Nazionale Consumatori.

 

fonte: la stampa, guida fisco