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Quando ha avvertito la brutta aria che tirava a Campobello di Mazara ha pensato che era l’ora di alzarsi dalla sedia. Perché Rosetta Renda sin da quando le tv hanno iniziato a raccontare Campobello di Mazara come un paese omertoso, tutto coppole e silenzi, si è arrabbiata tanto che voleva organizzare una riunione a casa sua per fare qualcosa. E, invece, il sindaco Giuseppe Castiglione, con un tam tam sui social, ha dirottato tutto presso l’ex chiesa dell’Addolorata per consentire a quante più persone di poter partecipare. Il risultato è stata l’assemblea cittadina di oggi pomeriggio che ha visto l’ex chiesa piena zeppa di persone e con altri che sono rimasti fuori ad ascoltare.

«La mafia fa schifo, questo è il volto vero e più bello del paese – ha gridato il sindaco Giuseppe Castiglione – oggi siamo stati liberati da un peso enorme d’addosso, ora tocca a noi dimostrare che Campobello è una città sana». «Quella che oggi vediamo qui è una città unita, qui ci sono i campobellesi onesti», ha detto l’imprenditore Salvatore Bascio. Vicino al sindaco anche Salvatore Catalano, fratello di Agostino, agente di scorta morto nella strage di via D’Amelio. Il sindaco ha ribadito che «quello fatto vedere dalle tv non è il volto della maggioranza dei campobellesi, gente onesta e laboriosa».

Rosetta Renda, dal canto suo, ha ribadito la sua opinione: «Non voglio essere etichettata come cittadina di Campobello di Mazara – dice – il rischio è quello che quando pronunci il nome del paese vieni additata quasi quasi come omertosa o mafiosa». Ecco perché i cittadini presenti nell’ex chiesa si sono alzati e insieme hanno gridato: «La mafia fa schifo». Per mercoledì è già in programma un’iniziativa congiunta tra Castelvetrano e Campobello di Mazara: due cortei a piedi distinti partiranno da due punti diversi e congiungeranno al vicolo San Vito, dove è stato scoperto il primo covo del super latitante Matteo Messina Denaro.

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