ZANCANA Castelvetrano

Mi è capitato talvolta di spiegare ad altri che per me il mare è un luogo dell’anima, quasi mai è un luogo fisico luminoso ed abitabile (come facilmente si direbbe di un attico di città).

Capita quando la gente mi chiede come può uno come me – che spesso scrive di mare, che spesso parla del mare e che vive vicino al mare – andare così raramente in spiaggia a fare il bagno al mare. La risposta che a loro do è sempre la stessa: il mare è un detonatore dell’anima, è capace di esaltare o trasformare particolari condizioni dell’essere. Per questo il mare si frequenta in solitudine, il mare di sfiora, si osserva e si respira.

Consapevole di questo particolare rapporto, qualche mese fa ho deciso di iniziare e portare a termine un’avventura che ho pianificato per mesi, e che forse ha occupato la mia mente da più tempo ancora, che oltre al mare ha avuto come protagonista il viaggio.

L’idea era quella di intraprendere un cammino zaino in spalla e raggiungere San Leone (Agrigento) partendo da casa, dalla spiaggia di Marinella di Selinunte, senza mai abbandonare la linea del mare. Il cammino quindi si sarebbe sviluppato sulla costa, lungo il fronte africano di Sicilia.

Da ciò che confusamente ricordo, l’idea mi venne più di un anno fa dopo aver letto dei mitici emerodromi dell’antica Grecia, messaggeri capaci di coprire di corsa grandi distanze in un sol giorno. Emerodromi a parte, la storia dell’umanità è costellata da microstorie che hanno per protagonisti piccoli uomini che intraprendevano lunghissimi cammini, per fede, interesse, paura, passione. Si è sempre a lungo camminato.

Tornando a me: se a questa suggestione di carattere storico si aggiunge l’immenso amore per la natura e la predisposizione per lo sport maturata negli anni, vien facile capire su quali binari interiori sia passata la mia idea diventando azione.

Sono partito il 4 agosto da Marinella di Selinunte, era mattina. Ho percorso circa 100 km, alcuni di questi in autobus e autostop quando la costa era impraticabile. Ho marciato con 10 kg sulle spalle. Ho dormito in spiaggia e nei campeggi. Ho camminato in media 5/6 ore al giorno, attraversando 10 località. Sono arrivato al Agrigento il pomeriggio del 9 agosto.

Ho denominato l’itinerario Cammino Greco perché mi piace pensare che la stessa mia strada sia stata percorsa dai greci della Magna Grecia in epoca classica.

Mi sono ripromesso di portare a termine il progetto che prevede l’arrivo a Siracusa come ultima tappa della seconda parte del cammino. In tal modo ricongiungerei idealmente due fra le colonie più grandi della Sicilia greca. Attendendo nuovi giorni liberi sto scrivendo il racconto dettagliato della prima parte del cammino, quella da poco conclusasi ad Agrigento.
Ringrazio tutti per la stima dimostratami in quei caldi ed intensi giorni.

Mirko Tamburello