Nella giornata di ieri, 6 novembre, l’onorevole Vito Li Causi ha relazionato davanti la VII commissione della Camera per l’inserimento dell’area archeologica di Selinunte nel programma internazionale dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Ecco il testo della discussione
La VII Commissione, premesso che: l’area archeologica di Selinunte insiste su un vasto territorio di circa 1.750 kmq, ancora non del tutto esplorato, a forma di un quadrilatero irregolare che si estende, a meridione, da Mazara a Sciacca e, a settentrione, da Salemi a Poggioreale;

l’antica città greca «Selinoùs», fondata da coloni di Megera Hyblea ebbe, quale avamposto dei Greci in Sicilia, un ruolo primario nei rapporti con i popoli del Mediterraneo;

grazie all’accademico dei Lincei, professor Vincenzo Tusa, sono stati già espropriati circa 270 ettari di terreno che conservano testimonianze di notevole rilievo del patrimonio archeologico posseduto;

il patrimonio archeologico selinuntino rappresenta un’eredità del passato che si ha il dovere di custodire e salvaguardare per trasmetterlo integro alle generazioni future di tutto il mondo;

la «Convenzione riguardante la protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale» dell’UNESCO dichiara patrimonio comune dell’umanità siti di «valore universale eccezionale» per le loro qualità sia naturali sia culturali, al fine di preservarli dal degrado, dall’incuria e dallo scempio, impegnandosi a contribuire finanziariamente e intellettualmente alla loro protezione e stabilendo che essi costituiscono, senza pregiudizio della sovranità nazionale e dei diritti di proprietà, un patrimonio mondiale, la cui protezione «compete alla comunità internazionale tutta intera»;

senza il sostegno dell’UNESCO alcuni siti, che possiedono valore culturale o naturale universalmente riconosciuto, si sarebbero deteriorati o sarebbero addirittura scomparsi per incuria, negligenza, speculazione o se, non altro, per mancanza di fondi per preservarli;

nonostante le reiterate richieste degli specialisti del settore e della gente comune, non è ancora stato istituito l’Ente Parco Archeologico, strumento efficace per una gestione oculata, efficace ed efficiente della zona archeologica selinuntina, con il rischio di lasciare inattuato il governo del territorio di uno dei più importanti siti archeologici del mondo,
impegna il Governo:

ad adottare idonee iniziative volte ad avanzare richiesta all’UNESCO affinché esso, nelle precipue sue competenze, provveda al più presto, a inserire nel programma internazionale dei patrimoni dell’umanità (World Heritage Fund) amministrato dall’UNESCO, la zona archeologica di Selinunte;

ad assumere in sede di Conferenza Stato regioni idonee iniziative affinché la Regione Siciliana, nell’ambito delle proprie competenze, provveda immediatamente a costituire l’Ente Parco Archeologico per la zona di Selinunte.

(7-00235) «Li Causi, Folena».