cam triscina selinunte

CAM – Triscina di Selinunte

Monsignor Patrizio Benvenuti è stato arrestato dalla Guardia di finanza di Bolzano per una truffa da 30 milioni di euro.

L’alto prelato, 64 anni, di origini argentine, avrebbe raggirato oltre 300 persone, la maggior parte residenti all’estero e per lo più in età avanzata, chiedendo loro di versare i propri soldi alla sua fondazione umanitaria Kepha.

Le somme complessivamente sottratte agli investitori  sarebbero state quantificate in circa 30 milioni di euro ed il sequestro preventivo in forma per equivalente è stato disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Tra i beni sequestrati anche il Centro Archeologico Museale di Triscina di Selinunte, un grande sito archeologico di circa quattro ettari del valore di circa 850.000 euro, il cui ingresso si trovava alle porte della borgata. Al suo interno, il Centro Museale, i laboratori di archeologia e di restauro e gli ambienti per la didattica.

fonte foto. altoadige.gelocal.it

fonte foto. altoadige.gelocal.it

Con le seguenti parole, nel 2008, si presentava il progetto del CAM:

L’idea del Campus Archeologico sposa lo spirito della missione della fondazione Kepha Onlus e il suo carattere socio-educativo e culturale.
Per i lavori relativi alla realizzazione del CAM, la Fondazione ha deciso di puntare su professionisti siciliani per sottolineare l’intenzione del progetto di valorizzazione delle risorse territoriali, artistiche e professionali dell’isola. Il CAM entra a pieno titolo negli schemi della Fondazione, che nel suo statuto si propone di creare borghi delle arti sparsi per il territorio nazionale e internazionale.

Grazie al Campus – dice don Patrizio Benvenuti, presidente della Fondazione Kepha Onlus – riscopriamo un fondamentale pezzo di storia che non appartiene solo alla provincia di Trapani ma all’umanità intera”.

L’indagine della Guardia di Finanza punta ad accertare i veri responsabili della sparizione del denaro affidato, soltanto per un equivoco, a chi in quel momento sembrava rappresentare un’istituzione come il Vaticano ma che in realtà ha alimentato soltanto i conti personali delle persone che ad oggi sono nel mirino della Procura della Repubblica di Bolzano.