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Caldo africano da un lato e acqua che scarseggia dall’altro. In mezzo l’agricoltura che rischia il default. Le alte temperature degli ultimi giorni stanno seriamente preoccupando gli agricoltori che nei prossimi mesi dovrebbero già raccogliere l’uva ma che sono costretti quasi a elemosinare l’acqua. Una situazione paradossale che, nelle settimane scorse, ha fatto scendere in campo i Presidenti delle cantine sociali della provincia. Sulla questione torna ora il Presidente della “Colomba Bianca” Dino Taschetta: «Sono in uno stato d’animo fra lo sbalordito e il seriamente contrariato per quello che sta succedendo in Italia», dice.

Il rischio siccità abbraccia lo Stivale, perché il livello dei fiumi più importanti si è ridotto notevolmente. «Si ignora però che fino a qualche settimana fa in Sicilia, alcuni “virtuosi funzionari” hanno aperto le paratie delle dighe e buttato a mare milioni di metri cubi di acqua», dice Taschetta. La preoccupazione è alta: «Se continuano le temperature attuali, non riusciremo a portare a produzione gran parte delle nostre uve», spiega ancora Taschetta. Poi l’appello: «Servono uomini giusti nei posti giusti, serve una seria politica delle acque, per rendere irrigabili la gran parte delle nostre terre. Il resto sono solo chiacchiere».

 

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