Nello specifico, la Hernandezgestiva, in appartamenti presi in locazione sia a Marsala da D.A.R., marsalese classe ’68, che a Mazara del Vallo, indirizzava il flusso di clienti interessati alle prestazioni sessuali, definendo personalmente l’agenda degli appuntamenti e riferendo le qualità fisiche e “professionali” delle giovani donne a coloro che ne fossero interessati. Inoltre, numerosi annunci sul web e sui giornali permettevano alla donna di creare un vero e proprio canale pubblicitario su cui promuovere il proprio “business della prostituzione”. Anche l’aspetto economico era gestito dalla Hernandez in prima persona. Difatti, oltre ad un contributo per la locazione degli appartamenti, che veniva puntualmente versato, la stessa pretendeva dalle ragazze un importo giornaliero di decine di euro, variabile a seconda dell’affluenza dei clienti, arrivando a percepire introiti mensili di migliaia di euro.

La stessa, allontanandosi spesso dall’Italia, aveva previsto anche la presenza di un suo sostituto che amministrasse il tutto. Si tratta di F. T., marsalese di 61 anni, che in sua assenza si occupava della gestione delle sistemazioni, del trasporto e delle esigenze particolari delle prostitute.
Altra figura di rilievo emersa nel corso dell’operazione portata a termine dai Carabinieri di Marsala, è quella di Giacalone Matteo.

Questi, grazie anche all’intermediazione di M.A.E., brasiliana classe ’75, reclutava ragazze di nazionalità estera dedite alla prostituzione da collocare in abitazioni nella sua disponibilità. Nello specifico, gli appartamenti utilizzati dal Giacalone erano stati messi a disposizione da L.P., marsalese di 30 anni, e da T.F., lilybetano classe ’57, titolare anche di una nota agenzia immobiliare di Marsala. Nel dettaglio, il Giacalone forniva alle giovani ragazze indicazioni logistiche su come raggiungere Marsala, si recava a prelevarle al loro arrivo e le conduceva presso le abitazioni a loro destinate. Inoltre, procacciava alle stesse i clienti, suggerendo la somma di denaro da chiedere a fronte della prestazione sessuale fornita, accompagnandole personalmente in caso di prestazioni a domicilio. Infine, assicurava alle ragazze una vera e propria “protezione”, rendendosi immediatamente reperibile e pronto ad intervenire in caso di problemi con i clienti nonché approvvigionava da D.D.A., rumeno di 28 anni, sostanza stupefacente da cedere alle stesse ragazze e da utilizzare con i clienti nel corso delle prestazioni sessuali.