E’ andato in scena ieri sera a Partanna, la prima di “CONSEGUENZE DELL’AMORE”, rappresentazione teatrale liberamente tratta dall’opera di Paolo Sorrentino con le musiche di Pasquale Catalano e Ivano Fossati.

È andata! Una prima da brividi, con uno spettacolo davvero poetico – Ha commentato Giacomo Bonagiuso che ha curato drammaturgia e regia – Grazie! Solo questo. Per tutto quello che è stato versato affinché il calice di questa prima potesse essere colmo. L’animo è grato. Vi è grato”

ingresso libero fino ad esaurimento dei posti messi a disposizione dalle Amministrazioni ospitanti

Prossimi Appuntamenti:

19 agosto – ore 21.30 Piazza Bagolino, Alcart, Alcamo
21 agosto – ore 21.30 Baglio Florio, Cave di Cusa
27 agosto – ore 21.30 Teatro Nuovo, Triscina di Selinunte

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foto di Giacomo Moceri

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foto di Giacomo Moceri

Rota di regia – Giacomo Bonagiuso

L’ispirazione principale di questo lavoro teatrale è l’omonimo film di Sorrentino. Ma riprodurre un film è impossibile, inopportuno, in teatro, ed allora ci si fida delle suggestioni, delle sue malie interne…. Il protagonista è Titta Di Girolamo, un solitario di mezza età che ha trascorso gli ultimi anni di vita in un hotel di categoria superiore a Lugano, in Svizzera. Un ragioniere, un uomo di abitudine, senza immaginazione e senza frivolezza. Ogni giorno si mette in moto, e vaga, evitando il contatto con la gente.

Un personaggio misterioso che, visto dall’esterno, potrebbe addirittura sembrare affascinante. Ma Titta non può essere guardato dal di fuori. E ‘attraverso i suoi occhi, attraverso la voce dei suoi pensieri che lentamente i segreti nascosti di quest’uomo sono rivelati come in un mosaico, mentre il suo sguardo illumina e considera le cose e le persone “attorno” che, in scena, esistono solo in relazione a lui.

Infatti Titta ha un segreto, un segreto inconfessabile: ricicla denaro di Cosa Nostra presso Banche Svizzere. Titta è costretto a vivere per il resto della sua vita come una pedina della mafia: a scandire la sua libertà residua sono le consegne regolari di valigie piene di denaro a una banca svizzera. Ma improvvisamente la sua vita cambia; un giorno “si accorge” di Sofia, una cameriera che ha lavorato nello stesso hotel da due anni… una taglia in più e il buio: “mai sottovalutare le conseguenze dell’amore”.
Il Leitmotiv della regia teatrale è dunque l’amore, analizzato da diversi punti di vista. Ogni personaggio vive la sua “conseguenza” in un modo intimo e personale: l’amore di Carlo e Isabella coppia che ha perso tutto senza dignità: il denaro, nobili titoli, abilità di comunicazione e del tempo naturalmente; l’amore non-più-amore dell’ex moglie di Titta, una donna malinconica incapace anche di trovare un canale di comunicazione con la figlia .

Se c’è una cosa che questo allestimento teatrale deve insegnare è l’equazione tra “amore” e “bontà”, la possibilità di cambiare tramite il potere positivo di amore, ovvero dell’azione che un amore qualunque opera sul Sé, producendo una frammentazione della coscienza e, talvolta un sacrificio di Sé anche estremo. Quindi una grande scommessa, che per la prima volta ha come obiettivo la narrazione dello scenario etico di chi, da uomo di “Cosa Nostra” si volge al bene, al sacrificio, forse anche banalmente. Senza lampi di enorme clamore.

personaggi e interpreti
TITTA: Massimo Pastore SOFIA: Enza Valentina Di Piazza
ISABELLA: Sara Fittante CARLO: Giuseppe Indelicato
LA DIRETTRICE D’ALBERGO: Roberta AccardiGiulia, MOGLIE DI TITA: Serena Sciuto
Liliana, FIGLIA DI TITTA: Chiara Calcara VALERIO, FRATELLO DI TITTA: Gio Sirius Lamia