Fermarsi a pranzo con i pastori, contare chiese e oratori e nascondersi in una casamatta mimetizzata nella montagna, scendere in una grotta, pedalare su una e-bike, passeggiare tra origano e zafferano, assaggiare una pasta che non è una pasta, contare i petali di un fiore dolcissimo, ascoltare la storia di un miracolo o rendere omaggio a un antico affresco, scorrere le foto di una grande attrice da bimba, inerpicarsi verso un nido d’aquila colmo di volumi, seguire la via d’acqua dei mulini. I borghi sono una continua scoperta, nascondono un’anima ancora integra che si scopre pian piano, tra una Madonna di legno e un cannolo friabile: bisogna avvicinarli con rispetto e un pizzico di curiosità, e allora risponderanno. Sinceramente.
Torna Borghi dei Tesori Fest, il progetto della Fondazione Le Vie dei Tesori e dell’associazione Borghi dei Tesori, che aggrega più di cinquanta piccoli Comuni di tutta l’Isola. I Borghi dei Tesori puntano a essere un circuito turistico animato dai giovani delle comunità. Un progetto che fa del patrimonio una leva contro lo spopolamento delle aree interne attraverso la promozione di territori preziosi lontani dalle consuete rotte turistiche.
Venticinque borghi siciliani – quest’anno si aggiunge la new entry Partanna – aprono ancora una volta le porte di chiese, oratori, castelli e siti naturali, in alcune zone stringendosi già in micro-reti locali con un unico filo rosso che cuce devozione e arte, in altre cercando spunti e rovistando nella memoria per costruire nuovi percorsi: si passeranno il testimone per tre weekend dal 9 al 24 maggio.
“Anche quest’anno Le Vie dei Tesori hanno messo in piedi un segmento importante che sfrutta un segmento turistico in crescita, che punta a valorizzare i piccoli comuni delle province” dice Alessandro Anello, assessore al Turismo del Comune di Palermo. “Troverete un sacco di sorprese perché questi piccoli comuni ogni anno, e siamo già al sesto, aprono nuove finestre – interviene il presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori, Laura Anello – Sarà una maratona, i comuni si passeranno il testimone e in ognuno dei tre weekend ci saranno percorsi, siti, esperienze da fare”, al fianco dei sindaci e degli amministratori dei Comuni partecipanti.
L’edizione2026 – coordinata da Michele Ruvolo – conferma il periodo di tarda primavera, weekend in cui i borghi paiono abitare tutti in giardini naturali. Anche quest’anno i Comuni passeranno il testimone da un weekend all’altro.
Si inizia il 9 e 10 maggio (sabato e domenica) per raggiungere Alessandria della Rocca, pronta a raccontare la storia della cieca Angelina ma soprattutto condurrà una visita sensoriale tra profumati origaneti. Si scopre come si fondono le campane a Burgio dove torna visitabile dopo anni la chiesa di San Giuseppe considerata la Cappella Sistina di Sicilia; Caltabellotta apre l’eremo di Santa Maria di Montevergine, esempio di convivenza pacifica: c’è uno splendido Crocifisso molto venerato dalla comunità. Passando da Delia, nel cuore dell’Isola – dove si cucinano le dolci Cuddrireddri delle castellane, si scoprono antichi mulini e si applaudono i famosi sbandieratori nell’antico castello trecentesco – si raggiungerà Piana degli Albanesi dove non poteva mancare un laboratorio sul cannolo, ma si visitano le chiese di rito bizantino, e la ghost town di Borgo Schirò con Ascosi Lasciti; Balestrate si perderà tra vini dolci e cantine ambiziose, ma riserva una sorpresa ai golosi, ovvero i laboratori artigianali di gelato.
Nel secondo fine settimana (sabato 16 e domenica 17 maggio) si parte da Custonaci dove, mimetizzata nella montagna, c’è una casamatta trasformata in un vero museo militare colmo di memorabilia; ma si scende anche nella grotta della clava (tra i must dello scorso anno) con gli speleologi del Cirs; si raggiunge una cava di marmo dismessa del Cerriolo; e un monumento di archeoastronomia, la Porta del Sole. A Calatafimi Segesta si visita uno dei bagli di produzione del marsala dei Florio e si comprende la simbologia dei pani votivi dei Ceti del Santissimo Crocifisso.
Vi racconteranno che il papà di Silvana Mangano, la famosa “mondina” di Riso Amaro, era di Petralia Soprana e l’attrice tredicenne passò a casa della nonna i mesi in cui l’Italia combatteva: la ricorderà Mario Sabatino, memoria novantenne di Petralia, attraverso foto e documenti conservati alla biblioteca Frate Umile (che è già uno luogo dell’anima arroccato sui monti). Sempre sulle Madonie si resterà di stucco dinanzi allo Spasimo di Sicilia e alla cripta dei preti imbalsamati a Gangi, dove c’è la bottega di Fabrizio Fazio, uno dei pochissimi costruttori di tamburi a cornice, tammorre, tamburi medievali e imperiali; si conteranno i conventi a Geraci Siculo attraversata da una passeggiata alla scoperta dei vicoli fioriti. A Montelepre vi spiegano che la pasta all’antica … non è una pasta ma un dolce prezioso; poi a Camporeale dove la salsiccia è un’arte, i salumi sono da premio e le cantine producono vini da competizione. Un salto verso Oriente ed ecco Centuripe dove un artista di oggi dialoga perfettamente con il passato e spiegherà cosa è la stranissima “decorazione ferrugginosa a pelo”.
Nel terzo e ultimo weekend – sabato 23 e domenica 24 maggio – stavolta la scelta dei visitatori sarà parecchio ardua perché i borghi coinvolti sono tanti: a partire da Partanna che partecipa al festival per la prima volta, apre chiese e santuari, conta le maioliche delle sue torri, pedala in e-bike ma soprattutto conduce a pranzo tra i contadini, a gustare ricotta e vastedda preparate dai pastori. Sui Sicani, tre comunità hanno deciso di costruire un unico itinerario teatralizzato sul filo dei miracoli, immerso in tesori d’arte: dal dialogo notturno tra una donna e un piccolo Crocifisso che risponde tra guarigioni e prodigi a Chiusa Sclafani, alla rievocazione del miracolo della Madonna del Balzo (1664) a Bisacquino, alla guarigione dal colera nel 1837 grazie alla Madonna dell’Udienza a Giuliana. Poco lontano si conteranno i dolci petali di un fiore delicato e fragrante come il Fiorello di San Mauro Castelverde; a Prizzi si conteranno gli archi di pietra immersi tra i vicoli arabi e i costumi dei famosi “diavoli”.
Nell’Agrigentino a Montevago per ripercorrere le memorie del terremoto fino ai ruderi della Matrice appena messi in sicurezza e valorizzati con un intervento che ha portato alla luce cripte e scale che erano rimaste sotto le macerie; e scoprire la vista mozzafiato sulla Valle del Belice da Villa di lu Chiuppo; a Sant’Angelo Muxaro ci si muoverà tra affascinanti cavità naturali e il museo archeologico con i suoi ori.
Saltando sul lato orientale dell’Isola, ecco la minuscola Cassaro che si muove tra memorie quotidiane di due secoli fa, racconta la sua storica “banda” e cerca i mulini ad acqua lungo il corso dell’Anapo, ma soprattutto conduce con Ascosi Lasciti ad un altro sito fantasma, Borgo Rizza; Licodia Eubea che rende omaggio all’affresco commovente della Crocifissione nella Grotta dei Santi, e conduce alla scoperta del borgo; e infine Frazzanò, dove ogni chiesa è medievale, il monastero basiliano è un vero colpo d’occhio arroccato sulla montagna, ma è stato anche recuperato un antico palazzo con affreschi, trompe l’oeil, arredi e salotti da conversazione.
Le Vie dei Tesori ha messo a disposizione dei festival dei Borghi l’efficienza di una rete già consolidata e l’esperienza organizzativa di una manifestazione che quest’anno festeggia i suoi primi vent’anni ed è tra le più importanti rassegne di valorizzazione e rigenerazione culturale del Paese. Borghi dei Tesori Fest è smart e digitale, con un unico coupon valido per le visite in tutti i luoghi – esperienze e passeggiate hanno un coupon dedicato – che apriranno le porte. Come nel Festival delle città, un coupon da 18 euro varrà per 10 visite, un coupon da 10 euro per 4 visite; meglio prenotare, soprattutto per le degustazioni. I coupon saranno disponibili sulla piattaforma delle Vie dei Tesori e negli infopoint in ciascun borgo. Schede dei diversi luoghi, esperienze e passeggiate nei borghi, e tante curiosità su www.leviedeitesori.com.
Borghi dei Tesori Fest è promosso dalla Fondazione Le Vie dei Tesori in collaborazione con l’associazione Borghi dei Tesori – fondata nel 2021, conta una sessantina di piccoli Comuni in tutta la Sicilia – e i Comuni coinvolti. I BORGHI 2026. sono Alessandria della Rocca, Balestrate, Bisacquino, Burgio, Calatafimi Segesta, Caltabellotta, Camporeale, Centuripe, Cassaro, Chiusa Sclafani, Custonaci, Delia, Frazzanò, Gangi, Geraci Siculo, Giuliana, Licodia Eubea, Montelepre, Montevago, Partanna, Petralia Soprana, Piana degli Albanesi, Prizzi, San Mauro Castelverde, Sant’Angelo Muxaro.