Ottobre è il “mese della vista” e per celebrare, forse, il più importante dei cinque sensi, venerdì 19 Ottobre presso l’Agriturismo Campoallegro a Santa Ninfa i Leo Club della VI e VII Area Operativa, in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti – sez. Trapani, hanno organizzato il “Blackout Dinner: 5 sensi meno 1, percorso culinario a luci spente”.

Durante la cena, svoltasi in una sala completamente buia, i partecipanti normodotati hanno vissuto un’azione quotidiana vestendo i panni di un ipovedente, grazie anche all’ausilio di una mascherina da notte.
Peculiarità della serata è stato il servizio al tavolo svolto da tre persone cieche, dimostrandoci così come una persona ipovedente sia in grado, con degli espedienti, di superare le difficoltà che la sua disabilità gli impone e con quale fluidità̀ lo stesso sia in grado di svolgere attività̀ così comuni come un servizio al tavolo.

Presenti quella sera anche altri giovani che ci hanno allietati ed emozionati con la loro bravura, recitando con verve e talento una poesia di Ignazio Buttitta.

La sinergia tra commensali e camerieri ha reso la serata indiscutibilmente speciale, lasciando ad ogni partecipante momenti di profonda riflessione. Ognuno di noi durante quelle poche ore di buio che ha vissuto ha pensato a come cambierebbe radicalmente la sua vita senza la vista.

I racconti dei ragazzi che hanno servito ai tavoli sono stati dei momenti di grande solidarietà e hanno toccato nel profondo la sensibilità di tutti, per questo li vogliamo ancora ringraziare per la ricchezza del tempo che ci hanno donato e che abbiamo potuto passare insieme.

La serata ha avuto anche lo scopo di raccogliere fondi per il Tema Operativo Distrettuale “BailLeo: DoniAmo la Vista”, il cui scopo è quello di promuovere l’intervento dei Leo Club del Distretto Leo 108 Yb nel rimuovere gli ostacoli che le persone ipovedenti incontrano nella vita quotidiana attraverso la donazione di materiale quale libri di testo in braille, audiolibri, mappe e pannelli tattili, favorendo così l’integrazione culturale, sociale, e la mobilità autonoma di non vedenti e ipovedenti.
Ringraziamo altresì la cantina Settesoli per averci offerto il vino che ha accompagnato le pietanze servite durante la cena.

Giovanna Agate