Dopo un grande lavoro, portato avanti dal Comitato dei Genitori di Castelvetrano, si è svolta oggi pomeriggio la manifestazione di Carnevale per le vie della città. Tanti gruppi in maschera hanno sfilato lungo la Via Vittorio Emanuele II fino al Sistema delle Piazze. Il tutto alimentato da un sincero sentimento di gioia e felicità. Balli, caramelle, coriandoli lungo tutto il percorso. Un evento che è stato possibile anche grazie anche ad un contributo della ditta Sager (affidataria del servizio di gestione della raccolta differenziata) e diversi panifici cittadini che hanno offerto le chiacchiere ai partecipanti.

Le scuole di ballo della città hanno intrattenuto la piazza gremita di gente con diverse esibizioni fino alla tradizionale lettura del testamento di “Lu Nannu e La Nanna”, scritto per l’occasione da Eleonora De Simone (Vice presidente del comitato). Ecco il testo integrale.

TESTAMENTO DI LU NANNU E LA NANNA
Carnevale 2020
*****
Buonasera! Buonasera a tutti quanti!!!
Ma a cu viremu misi ca davanti?
Siete piccoli e monelli
Siete bimbi troppo belli!

Ma lo sapete chi vi sta parlando?
Chi scrive ‘sta lettera che sto leggendo?
sono due che son vecchi assai
Lu Nannu e la Nanna… li ascolterai?

Ecco che dicono i nostri vecchietti
A tutti voi, graziosi bimbetti:
“Mandiamo un messaggio, come si usa ora,
pi rallegrari stu tempu di svintura!

Ma dà c’è una mamma, C’è na famigghia…
Lassatici chianciri, di la meravigghia!
Li nostri occhi, chi ssu vecchi oramai,
Stu chianu vacanti un l’hannu vistu mai!

Un c’è nenti chiù di fari
Un c’è genti peri peri…
Na ssu nostru vecchiu paesazzu
C’è oramai, veramenti, troppu scarmazzu!
Un ci su chiù vetrini di taliari
Né fimmini o giovini a maritari.
Un c’è cchiu munnizza, chissu è veru,
Picchì lu riciclo ormai è fattu seriu!

Ma un ci su machini, né bicicletti
Un ci su cchiù li motocicletti
Tannu, in piazza un s’arriggia
Di lu fernu chi facianu lu sabaturia!

Ma un c’è chiù nenti mancu di diri
Pi lu mè testamentu, unn’aiu dunni iri!
Allora cambio, faccio il “nonno moderno”
e in italiano esprimo lo sdegno.

Non vedo né gatti e neppure i cani
Vanno via i giovani e pure gli anziani
Spareru li zicchi e puru li nicchi,
chiddi chiù scarsi e chiddi chiù ricchi

Ma qui siete tanti e son proprio contento
Eccomi qua, è il mio momento!
Vi dico che tant’anni son già passati
E di niatri dui vi siete scordati…

Iè sugnu lu nannu
E chissa è la nanna
Semu vecchi e decrepiti
e lu cori s’affanna

ma non potevamo di certo mancare
se si festeggia il Carnevale!
E con i bambini è tutto più bello
Sia che sei buono o che sei bricconcello!

Anni fa, a Castelvetrano,
Vederci in giro non era strano!
C’era gente, c’era allegria!
A Carnevale c’era magia!

Facevamo scherzi, eravamo burloni
Altro che tutti belli e buoni!
Si passavan nottate col cuor contento
Cambiando sempre l’abbigliamento!

Oggi c’è voluta tanta fatica
A portarvi qua, tutti, all’antica
Purtroppo il mondo è proprio cambiato
Ed il Carnevale è un po’ abbacchiato…

Ci vogliono grida, coriandoli e balli
saltare un po’ tutti con l’alligalli!
Tanta allegria e spensieratezza
In fondo, di tutto, questo poi resta…

Cari Bimbi che ho qui davanti
Io di anni ne ho proprio tanti
Ed ho visto di tutto attorno a me
Guai e tragedie a tirichitè.

Ho visto gente politicante,
Trovarsi, ad un tratto, pure in mutande
Ho visto ladri di professione
Trovare ogni sorta di raccomandazione.

Ma siccome oggi il mio pubblico è bello
Voglio essere un nonno poco monello
e fare un testamento che porti bene
perché solo questo oggi conviene.

Allora comincio il mio rituale
del testamento di Carnevale
E vado lasciando ai bimbi semafori
Strade e viali senza scaffe nè fori

Lascio a loro il potere di dire
Che il paese nostro non deve morire!
Giovani, forza, dovete farvi sentire
Non si può più stare solo a patire!

Lascio ai pagliacci, che vedo là in fondo
Un nuovo parco, bello e giocondo
Pieno di scivoli e di tante altalene
Dove grandi e piccini starebbero bene!

Ma dovete ascoltarmi, cari nipoti
Ciò che vi lascio è proprio na doti!
Dovete trattarla come fosse tesoro
Difenderla, amarla e curarne il decoro!

Lascio a voi che venite dal mare
Una città bellissima, che dovete amare.
Cerchiamo di farla davvero tornare
Una “piccola Palermo” da far invidiare!

E spiagge pulite, non ci scordiamo
le lascio sì, ma poi ripuliamo!
Perché sporcare non è civile
e diventa un pensiero assessorile!

E lascio a voi, faccette felici
– Si chiamano “smile” la nanna mi dici –
Olive e campagne belle e curate,
Piene di frutti e non affamate…

Lascio pioggia ma no allagamenti,
Lascio la neve per farvi contenti!
Lascio l’estate ma fino a settembre
E n’anticchia di friddu magari a dicembre!

Vedo lì anche tanti mattoni
si chiamano LEGO e sono di cartone!
Cari i miei bimbi castelvetranesi
siate come loro, sempre coesi!

State uniti e siate forti
E ce la farete a superare i torti!
Siete il nostro migliore futuro
e tutto si aggiusta, io ve lo giuro!

E ho un pensiero per le scuole di ballo
a dedico a loro un gran bel piedistallo:
perché senza loro allegria non ce n’è
e i bimbi le adorano ecco perché!

E anche alle classi e ancora alla scuola
che dire, vi lascio qualche capriola
da fare ancora con i pochi soldini
ma ricordate che al centro ci son sempre i bambini!

Arriveranno momenti migliori
e avrete tutti i più begli accessori
ma a far diventare le scuole perfette
ci voli chi chiovinu puru purpetti!

E che graziose quelle bambine,
sembrano tante margheritine
E come fiori dovete abbellire
questa nostra città da applaudire!

Perché nonostante le tasse e le imposte
Nessuno vuol più avere batoste!
Perciò ora a voi mi rivolgo
Omini e adulti a nuddu io tolgo

Lascio a tutti voi, poveri genitori
Un sacco pieno di capolavori:
sono i bambini lì accanto a voi
Che son la speranza di tutti noi!

Giocate con loro, con loro uscite
Lasciate da parte cellulari e partite,
Ascoltate sempre quel che vi chiedono
se giocate con loro, tutti i cuori ridono!

Questo è il suono di tutti il più bello
Lasciate passare pure le marachelle
e aiutate stu poveru comitato
Chi su 4 atti di quannu è natu!

Abbiate un poco di iniziativa
Siate voi stessi l’alternativa!
Siete o non siete di Castelvetrano?
Allora nisciti lu cori in chianu!

E così vi lascio stasera e mi muovo
ma ci rivediamo all’anno nuovo!
Di morire proprio non me la sento,
Voglio andar via solo contento!

Tirate coriandoli e stelle filanti
Giocate e correte un po’ tutti quanti
E vi dico, infine, quello che vale
È Bentornato il Carnevale!

Eleonora De Simone