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Nemmeno un euro inserito nella Legge di bilancio per la ricostruzione del Belìce. Il 54° anniversario del terremoto del 1968 sarà un boccone amaro per i 21 sindaci del coordinamento che anche quest’anno sono rimasti a guardare senza incassare le ulteriori somme che servono per completare la ricostruzione. «Si tratta dell’ennesima vergogna che si è perpetrata nei confronti di questo territorio a fronte di un impegno preciso preso dal Governo nella persona del viceministro Cancellieri – ha detto il coordinatore dei sindaci Nicola Catania, primo cittadino di Partanna – alla fine il Governo si è dimenticato di noi».

Non resterà che commemorare i morti e attendere ancora – a 54 anni dal sisma – di ricevere le ulteriori somme necessarie. Dagli ultimi conteggi per il completamento della ricostruzione necessitano ancora 176 milioni di euro per le prime case private e una somma stimata in 150 milioni per le opere pubbliche. «Siamo stupiti come mai, nonostante le ingenti somme disponibili del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr), non si sia tenuto conto nemmeno della possibilità di inserire i Comuni del Belìce nelle agevolazioni riguardanti anche il bonus sulla casa alla stressa stregua di altri territori colpiti dal sisma che invece sono stati puntualmente inseriti» ha detto ancora Catania.

Oggi la speranza poggia anche sui 10 milioni che la Regione Siciliana ha assicurato. La Giunta regionale li ha già deliberati, «ma ancora oggi non si trova la concreta modalità di attuazione» dice Catania. Intanto i 21 sindaci hanno deciso di partecipare a due iniziative commemorative: domenica 15, alle ore 11, parteciperanno alla riapertura della chiesa madre di Montevago e, alle 18, alla celebrazione della santa messa nella chiesa madre di Partanna, presieduta dal Vescovo monsignor Domenico Mogavero.

 

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