surimiDopo aver lanciato l’allerta sui metalli pesanti presenti nel tonno in scatola (Arsenico e Mercurio nelle scatolette di tonno), l’associazione francese 60 milioni di consumatori si scaglia adesso contro il surimi. Quei “deliziosi” bastoncini di pesce che in realtà di pesce hanno poco e a volte anche nulla. Bene che vada questi prodotti contengono meno del 22% di pesce. 

La parola alla scienza

Un nutrizionista francese, Florence Foucaut, ha passato al setaccio diverse marche disurimi. Per avere un buon prodotto la quantità di pesce deve essere elevata dice Foucaut. Dunque guardate gli ingredienti ed osservate bene la quantità di esaltatori di sapidità e di additivi. Cercate di acquistare il prodotto che ne contenga di meno. A questo punto e’ naturale dire che le marche più conosciute sono le più affidabili dato che nei prodotti  la presenza di proteine animali e’ maggiore. E, naturalmente anche piu’ costose.

Cosa c’e’ allora nel surimi?

Il surimi, chiamato volgarmente polpa di granchio, è un piatto originario del Sol Levante. I giapponesi lo preparano macinando polpa di merluzzo, più esattamente il pollack, cotto in acqua calda ed amalgamato a farine di vario tipo per darne la forma.

Il surimi che invece arriva nei piatti italici ed europei, a forma di bastoncini di colore arancione all’esterno e bianchi all’interno, costituiti da strati arrotolati tra loro è ben diverso da quello giapponese.

Se la ricetta giapponese del surimi vuole che per la preparazione di questo piatto necessiti il 95% di merluzzo, nel surimi commerciale non si trova più del 35% di pesce. Il resto è costituito da addensanti, farine e fecola di patate e grassi vegetali.

Il pesce utilizzato per il surimi commerciale non è assolutamente merluzzo ma suri, sgombri e carpe asiatiche. Dunque il surimi è un alimento di cui fidarsi poco (o nulla!!!). Poche vitamine e tanti sali minerali poco salutari per donne, anziani, bambini e persone ipertese.

fonte. www.ilgiornaledeimarinai.it