«Il turismo è stato il settore sempre più resiliente e, quindi, si risolleverà anche stavolta». Lo afferma il siciliano Antonio Barreca, direttore generale di Ferderturismo/ Confindustria a EuNews. Barreca non nasconde come la situazione è drammatica.

L’Italia è il primo Paese dell’UE per numero di aziende, piccole e grandi, attive nel settore. Sono ben 383.600, più di Francia (326.700), Spagna (308.000) e Germania (263.400), e fruttano al Paese il 13% del prodotto interno lordo, per giri d’affari attorno ai 232 miliardi di euro. L’Italia è anche ai primi posti per numero di persone impiegate nel settore, pari a 1,6 milioni per le sole persone attive nelle imprese. Se si aggiunge l’indotto, ci sono qualcosa come «4,2 milioni di persone che in Italia vivono grazie al turismo», spiega Barreca.

«Quest’estate – spiega Barreca – l’Italia non può contare sul turismo internazionale, che vale il 51% delle presenze in alberghi e strutture ricettive. Rimane il 49% di turismo nazionale, che però presenta due ordini di problemi: molte imprese hanno fatto bruciare le ferie ai loro dipendenti e, inoltre, per qualcuno non ci sarà la capacità di spesa». A questo bisognerà aggiungere che, se le imprese del settore dovessero riaprire «lavoreranno al 30-35% della loro capacità per garantire il distanziamento sociale».

Quello del turismo è un settore con una stagionalità forte: «Il problema maggiore è proprio per gli stagionali. Parliamo di gente che chiude a settembre, per riprendere le attività a giugno dell’anno successivo». E se quest’anno c’è il rischio di non riaprire? «Fermare a settembre 2019 per riaprire a giugno 2021 vuol dire non riaprire più, perché comunque ci sono dei costi di manutenzione, pulizia». 

Federturismo annovera 20 diverse filiere tra servizi di trasporto, portualità, stabilimenti balneari, ricettività, svago. Le sole discoteche, per fare un esempio, fruttano qualcosa come tre miliardi di euro. In tempi normali, però. Adesso è tutto cambiato. Il coronavirus cambierà il modo di fare le vacanze. Ne è convinto Barreca: «Ci sarà un ritorno al passato, con spostamenti solo in macchina e vacanze vicino casa, all’interno della stessa regione. Quella che stiamo vivendo è la peggiore crisi della storia per il turismo, ma ci riprenderemo anche stavolta».

Antonio Barreca.