Ordinanza di chiusura per inagibilità per l’hotel «Aureus» di Triscina a Castelvetrano, che ospitava il Centro di accoglienza straordinaria gestito dal Consorzio «Hera».

A firmare l’ordinanza è stato il commissario straordinario del Comune Salvatore Caccamo dopo che ha acquisito agli atti una relazione dettagliata della polizia municipale che illustra lo stato di fatto della struttura. Per i 74 migranti ospitati all’interno dell’hotel è stato predisposto un piano di collocazione: 35 sono stati già sistemati in altre strutture a Castelvetrano, gli altri troveranno ospitalità secondo quanto predisposto dalla Prefettura. Per l’hotel il Comune ha ordinato sia al proprietario (la società «Terrazza sul mare» di Vittorio Falsitta) che all’affittuario (Filippo Ferreri di Santa Ninfa) la messa in sicurezza dell’immobile entro trenta giorni. La segnalazione anonima sulle condizioni della struttura è arrivata alla Prefettura di Trapani che, a sua volta, ha sollecitato il Comune nella verifica.

L’hotel sul mare (che prima di ospitare i migranti funzionò come struttura alberghiera inserita anche nei circuiti di vendita online) ha avuto rilasciato un permesso di agibilità nel 2001, il certificato di prevenzione incendi e l’autorizzazione allo scarico nel maggio 2017.

Secondo quanto hanno potuto verificare gli agenti della Polizia Municipale, le pensiline esterno di cemento presentavano vistosi distacchi di calcestruzzo. Ma anche alcune armature di alcune parti di cemento armato sono risultate ossidate. Da come si evince dalla relazione della polizia municipale, in alcune stanze erano presenti macchie di umidità nelle pareti dovute, presumibilmente, a perdite idriche. Durante il sopralluogo della polizia municipale, l’affittuario Ferreri ha informato gli stessi agenti che i lavori di ristrutturazione erano iniziati ma poi sospesi.

L’hotel «Aureus» non è la sola struttura alberghiera sul territorio di Castelvetrano che ospita un centro d’accoglienza per migranti. Anche «La Locanda» di contrada Latomie, nata come albergo, è stata convertita nel tempo a centro d’accoglienza. Stessa sorte per il «Baglio Calia», sempre nel territorio di Selinunte.

E negli ultimi anni sono nate anche strutture per minori migranti non accompagnati nel centro di Castelvetrano, ospitati all’interno di abitazioni private adeguate o di altri centri che già svolgevano attività sociali.

di Max Firreri
per Giornale di Sicilia