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Da domani, lunedì 3 gennaio, cambio di colore per la Sicilia nella mappa del rischio da Coronavirus. L’Isola abbandona il bianco a causa del superamento della soglia d’allerta del 10% dei posti in terapia intensiva occupati da malati con Covid-19 ma il realtà cambia ben poco nelle regole. Il monitoraggio Agenas, Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali che confronta i dati del 30 dicembre con quelli del giorno precedente, indica per la Sicilia il valore di 11% nell’occupazione delle terapie intensive.

Cosa cambia in zona gialla: Rispetto alla prima fase della pandemia, il passaggio di colore in questo momento non comporterà stravolgimenti nella vita di tutti i giorni. Di fatto sarà soltanto il primo passo verso altre eventuali restrizioni che potrebbero arrivare con la zona arancione. Le regole in zona gialla, infatti, sono praticamente le stesse di quelle in fascia bianca. Quel che cambia è l’obbligo di mascherina all’aperto anche se fino alla Befana il Governo lo ha imposto in tutta Italia indipendentemente dal colore delle zone.

Sulle attività, il consiglio dei ministri ha esteso l’utilizzo del Super Green pass, un provvedimento che consente di superare le vecchie differenze fra zona bianca e zona gialla. Tutti i negozi restano aperti, né ci saranno cambiamenti nell’attività di bar, e ristoranti. Nessun limite agli spostamenti, nessun coprifuoco previsto.

In zona gialla è obbligatorio l’uso delle mascherine pure all’aperto anche dove non ci sono assembramenti. Consentiti tutti gli spostamenti in zona gialla, sia all’interno del proprio Comune, che tra Comuni diversi e anche tra Regioni. Non c’è coprifuoco, né autocertificazione, la circolazione è libera a tutte le ore.

In zona gialla tutti i negozi sono aperti e anche nei centri commerciali non ci sono limitazioni legate agli orari o ai giorni della settimana. Aperti anche ristoranti e bar, stessa cosa per ciò che riguarda le sale al chiuso. Restano sempre consentiti il servizio di asporto e la consegna a domicilio.

Nessun cambiamento anche per quanto riguarda la scuola. La didattica sarà in presenza al 100 per cento per le scuole primarie e secondarie di primo grado, mentre per le scuole superiori la didattica in presenza comprenderà dal 70 al 100% delle ore di lezione.

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