Metti simbolicamente intorno ad un tavolo, i quattro principali Licei cittadini di Castelvetrano, oltre 300 giovani che, di settimana in settimana si confrontano con un relatore “politicamente scorretto” come Giacomo Bonagiuso, un tema particolarmente reattivo come l’eterno conflitto tra legalismo e giustizia, figurato da Antigone e Creonte e, nel corso di dieci workshop patrocinati dal Programma Legalità del Consorzio Trapanese per la Legalità e lo Sviluppo, vedrete accendersi il confronto tra posizioni ed opinioni diverse. È quello che è realmente successo, sotto i buoni auspici di Tania Barresi, Dirigente dei Licei, in quest’ultimo scorcio di 2017 a Castelvetrano.

Nell’ambito del Programma Legalità 2017 promosso dal Consorzio Trapanese di Legalità e Sviluppo, l’associazione Teatro Libero si avviano a conclusione le iniziative legate al “Festival della Luce”, che hanno appunto coinvolto i giovani dei licei cittadini, tramite i workshop “Dalla parte di Antigone?”.

L’idea guida dei seminari tematici, condotti lungo dieci incontri da Giacomo Bonagiuso, dottore di Ricerca in Etica ed Antropologia presso l’università di Lecce, è quella che ruota intorno al nodo tra verità e giustizia.

Su queste coordinate si articolerà anche l’incontro conclusivo, il 2 dicembre alle ore 10, presso l’aula magna del Liceo Scientifico, in piazzale Placido Rizzotto, che ha come ospiti d’eccezione il dott. Salvatore Vella, Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Agrigento, e il giornalista Onorio Abbruzzo.

Il dibattito vedrà la partecipazione di oltre 300 giovani, delle classi quarte, del Liceo Classico “G. Pantaleo”, del Liceo Scientifico “M. Cipolla”, del Liceo Linguistico “P. Puglisi” e del Liceo di Scienze Umane “G. Gentile”, che si sono cimentati in questo inedito e provocatorio percorso di Legalità.

Le figure classiche di Antigone e Creonte, ognuna incarnante una diversa idea del rapporto tra verità e giustizia, e quindi della stessa legge, sono divenute occasione di confronto e dibattito, specie alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno consegnato, infine, una doverosa riflessione sulla fine di uno dei capi più sanguinosi di cosa nostra, Totò Riina.