Le sentenze si rispettano, «ma una vittoria sul piano legale non purifica il piano morale». La sentenza di assoluzione dell’ex consigliere Lillo Giambalvo ha scatenato una valanga di commenti sui social. Per lo più auguri a Giambalvo che non si è risparmiato di rispondere ringraziando gli intervenuti. C’è stato uno, però, che non ha gradito tutto ciò. E non è uno qualunque, ma Giuseppe Cimarosa, il giovane che Giambalvo – intercettato dalle Forze dell’Ordine – era disposto a uccidere pur di mettere a tacere suo papà, Lorenzo Cimarosa («se fossi io Matteo Messina Denaro gli ammazzerei il figlio, così la smette di parlare»).

Oggi, a poche ore dall’assoluzione di Giambalvo, Cimarosa spiega a CastelvetranoSelinunte.it: «La cosa che più mi disgusta è vedere che ha pure l’arroganza di controbattere quando qualche cittadino onesto si stupisce della notizia della sua assoluzione, come se le frasi da lui pronunciate non avessero importanza». Cimarosa si aspetterebbe ufficialmente le scuse di Giambalvo, prima a lui, poi alla sua famiglia e poi alla città. «Le dichiarazioni di mio padre saranno state inconsistenti per la sua situazione giudiziaria ma, certamente, lo erano per lui in quel momento in cui veniva intercettato e commentava dicendo “chissu fà un mari di dannu”». Per Giuseppe Cimarosa rimane memorabile la frase di Peppino Impastato «la mafia è una montagna di merda» e «per me anche quando viene assolta».