Essepiauto

[di Antonio Pizzo, GdS] «Quella coltellata all’addome non fu inferta con lo scopo di uccidere». E’ quanto ha sostanzialmente sentenziato, ieri pomeriggio, il Tribunale di Marsala (presidente del collegio: Alessandra Camassa, giudici a latere Iole Moricca e Francesco Paolo Pizzo) derubricando, per il 32enne castelvetranese Fabio Vito Circello, l’imputazione di tentato omicidio nella meno grave accusa di lesioni personali. Di fatto, assolvendo Circello dall’accusa più grave: quella di tentato omicidio.

Ma, giudicandolo colpevole, oltre che di lesioni in danno del 32enne campobellese Maurizio Bongiovanni, anche di uso di coltello e sequestro di persona e lesioni in danno di un romeno, Pietro Iacob, che secondo l’iniziale accusa sarebbe stato portato in un luogo isolato, picchiato e rapinato del telefono cellulare, lo ha condannato a quattro anni e un mese di reclusione. Fabio Vito Circello è stato, inoltre, assolto pure dalle accuse di rapina in danno del romeno Iacob, come chiesto anche dallo stesso pubblico ministero Niccolò Volpe, e da porto illegale di arma in luogo pubblico.

E per questo, oltre che per l’esclusione del reato di tentato omicidio, non ha nascosto la sua soddisfazione il suo difensore, l’avvocato marsalese Giacomo Frazzitta. Per Fabio Circello, il pm Volpe aveva invocato dieci anni e 15 giorni di carcere (di cui sette anni e 15 giorni per tentato omicidio) e 6 mila euro di multa. «Quella coltellata all’addome di Maurizio Bongiovanni fu inferta per uccidere – disse il rappresentante della pubblica accusa nel corso della sua requisitoria – Anche se non intaccò organi vitali. Si tratta, quindi, di tentato omicidio. Non semplici lesioni personali». Il fatto di sangue è datato 24 febbraio 2017.

La coltellata sarebbe stata sferrata per vendicare l’incendio dell’auto del fratello di Fabio Circello (Giuseppe). Incendio che sarebbe stato appiccato dal Bongiovanni qualche ora prima. E per questo, anche lui è finito sotto processo. Accusato anche di favoreggiamento per non avere voluto dire agli investigatori che lo hanno interrogato chi lo aveva accoltellato e perché. Infatti, subito dopo essere stato ferito (in suo soccorso arrivò lo zio Antonino Bongiovanni, che avrebbe evitato il peggio), ha dichiarato agli inquirenti impegnati nell’accertamento dei fatti di non ricordare nulla di quanto gli era accaduto. E ieri, per incendio doloso e favoreggiamento, il Tribunale lo ha condannato ad un anno di reclusione. A nulla, quindi, gli è valso costituirsi, poi, parte civile nel processo (ad assisterlo è stato l’avvocato Massimo Mattozzi) contro chi lo ha accoltellato. Per lui, il pm aveva invocato due anni di carcere. I giudici hanno, infine, assolto dall’accusa di sequestro di persona e lesioni personali in concorso il 39enne castelvetranese Leonardo Circello. Secondo l’iniziale accusa, insieme al cugino Fabio Vito Circello, il 23 gennaio 2016, avrebbe sequestrato e malmenato il romeno Pietro Iacob. Anche per lui, il pm Niccolò Volpe aveva invocato due anni. A difenderlo è stato l’avvocato castelvetranese Giuseppe Ferro, che dopo l’assoluzione del suo assistito ha dichiarato: “Sono contento del risultato, nel quale abbiamo sempre creduto”.

Antonio Pizzo
per Giornale di Sicilia