Per noi che negli anni 80 avevamo 12/15 anni e da poco avevamo lasciato le baracche e ci eravamo trasferiti nella nuova Gibellina, Castelvetrano rappresentava la città. A Castelvetrano c’era tutto: 3 cinema, negozi all’avanguardia, i primi supermercati, la Benetton, sale trattenimento…. Quando uscì Rambo, un gruppo di 10 compagni prendemmo il treno alle 4 di un pomeriggio e andammo a Castelvetrano a vederlo…. Insomma, Castelvetrano era un punto di riferimento.

Dopo gli anni bui e le vicende di mafia e malaffare, con l’elezione diretta del sindaco Castelvetrano riprese il suo ruolo di guida del territorio, puntò sul turismo e sulle potenzialità dell’area nei pressi dello svincolo dell’autostrada. Poi lentamente il declino, tra abusivismo sempre più dilagante, crisi finanziaria, crisi di valori, inchieste, mafia, arresti, lo scioglimento degli organi, il commissariamento, il dissesto. Oggi pomeriggio sono andato a Castelvetrano, nel centro storico: erbacce, abbandono, degrado, saracinesche abbassate, cartelli “vendesi”.

Stanotte sarà eletto il nuovo sindaco; chiunque sarà io tifo per lui, e mi auguro che possa migliorare la città, che ha bisogno di nuovi valori e di nuove energie. Se Castelvetrano torna a crescere, anche il territorio cresce. Forza Castelvetrano.

Vito Bonanno, già sindaco di Gibellina