La sesta sezione della Corte di Cassazione (presidente Andrea Tronci) ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura di Trapani contro la decisione del Tribunale della libertà che si era pronunciato in merito all’arresto di Salvatore Virgilio, assistente capo della Polizia in servizio presso la Dia di Trapani, avvenuto nell’ambito dell’operazione “Artemisia”. Il Riesame nella sua decisione, su richiesta presentata dall’avvocato Gianni Caracci, sostanzialmente, aveva motivato l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare sia per mancanza di gravi indizi di colpevolezza, sia per una questione di mera competenza territoriale (il reato più grave commesso nell’ambito del procedimento sarebbe un peculato commesso a Palermo e, quindi, la competenza doveva essere della Procura di Palermo e non di Trapani). La Cassazione ha ora confermato quanto disposto dal Tribunale del Riesame.

Il poliziotto Salvatore Virgilio venne arrestato con l’accusa di aver rivelato informazioni riservate in cambio di favori, come assunzioni o trattamenti economici in favore di familiari. Insieme a Virgilio, nell’operazione “Artemisia” sono rimasti coinvolti anche altri due poliziotti: Salvatore Passanante e Salvatore Giacobbe.