Si è aperta oggi alle Cave di Cusa la tre giorni di “Archeologia Ritrovata”, l’iniziativa che raduna – sino a domenica- i gruppi archeologici italiani. L’apertura è avvenuta al Baglio Florio, con visite all’interno dell’area archeologica e un buffet tipico siciliano offerto dal Rotary Club di Castelvetrano.

Il raduno nazionale quest’anno doveva svolgersi in Toscana, ma si è scelta, invece, la Sicilia e, nello specifico, tre aree diverse che fanno comunque riferimento a Selinunte. L’attenzione di “Archeologia ritrovata” è dedicata alla valorizzazione dei siti minori: «sia quelli lontani delle consuete rotte turistiche – ha detto Gianfranco Gazzetti, direttore nazionale dei gruppi italiani – che quelli vicini ai grandi siti ma che non vengono valorizzati a dovere».

A portare il saluto – oltre al sindaco Giuseppe Castiglione – anche Enrico Ragni, Presidente dei Gruppi archeologici italiani: «Oggi è necessario investire sui giovani anche attraverso forme diverse e poco costose, penso, ad esempio, al volontariato. L’obiettivo deve essere quello di invogliare le persone a difendere il proprio territorio».

Nella tre giorni siciliana – al quale il nostro giornale aderisce come media partner – i rappresentanti di venti Gruppi archeologici italiani visiteranno le Cave di Cusa, la zona archeologica di Mokarta, Sambuca di Sicilia, Menfi e domenica, infine, Selinunte.

«Per il territorio è una importante opportunità per rilanciarsi dal punto di vista del turismo culturale integrato ed esperienziale, della creatività, delle nuove modalità di cooperazione pubblico-privato», ha detto Antonio Barone, direttore della “Rotta dei Fenici”, che collabora alla logistica dell’evento.