Essepiauto

[di Max Firreri] Al Castello di Rampinzeri è stata inaugurata la mostra permanente con reperti preistorici, protostorici e paleontologici del territorio di Santa Ninfa ospitati nelle sale al primo piano dell’antico baglio secentesco di proprietà del Comune e sede della Riserva naturale «Grotta di Santa Ninfa».

Tra i numerosi reperti (circa 150 quelli esposti), quelli tutt’ora oggetto di studio e di ricerca da parte dell’équipe dell’Università di Ferrara guidata dal professor Carlo Peretto: nello specifico la copiosa industria litica vecchia di centinaia di migliaia di anni, la cui importanza risiede nel fatto che per la prima volta è stata ipotizzata una correlazione con la fauna endemica siciliana (Paleoloxodon manidriensis).

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I manufatti litici sarebbero attribuibili ad un ominide del tipo Homo heidelbergensis che popolò l’Europa tra i 600 e i 200 mila anni fa. Il museo accoglie anche collezioni sul Paleolitico superiore (Epigravettiano finale) di Mondura e Monte Castellaccio nel territorio di Santa Ninfa, oltre a vari reperti paleolitici provenienti da varie località della provincia, soprattutto da Fiume Grande, la parte superiore del fiume Delia, nel territorio a ridosso di Salemi.

di Max Firreri
per Giornale di Sicilia