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Serata all’insegna dei sapori di una volta quella di venerdì sera presso il ristorante AGÒRA del Momentum bio-resort a Marinella di Selinunte. Una cena a base di prodotti tipici del territorio promossa dalla Comunità Slow food per valorizzare l’Alto Belice, in collaborazione con la Comunità dei Panificatori dello Sfincione Bianco di Bagheria e la Comunità del Bio distretto Monti Sicani.

L’obiettivo largamente raggiunto, è stato quello di  mettere in relazione soggetti diversi tra loro con l’auspicio di continuare a garantire la bio diversità attraverso la trasmissione dei saperi e delle tradizioni.
Al timone per la preparazione di piatti antichi degnamente rivisitati in veste moderna, lo chef castelvetranese Francesco Gallo, a cui è stato comunicato durante la serata che la sua richiesta per far parte dei cuochi dell’Alleanza è stata accettata; l’Alleanza Slow Food è un patto fra cuochi e piccoli produttori per promuovere i cibi buoni, giusti e puliti del territorio e per salvare la biodiversità.
“L’identità culturale di un popolo si riflette nel buon cibo, nelle fragranze e profumi che sono propri di quel territorio. La Comunità Slow Food per la valorizzazione del Belice, ha così aggiunto un altro tassello alla propria progettualità, attraverso i cuochi dell’alleanza vuol si favorisce la visibilità dei prodotti dei Presìdi e dell’Arca del Gusto, esaltandone la bontà, dando il giusto tributo a chi li produce e raccontandone la storia” queste le parole del referente regionale per il progetto Slow Food cuochi dell’alleanza, Francesco Motta
Serafina di Rosa, portavoce della locale Comunità Slow Food, ha coinvolto nell’iniziativa anche Mario Indovina, membro della comunità dello Sfincione Bianco di Bagheria (già componente del comitato esecutivo regionale e nazionale Slow Food) Filippo Drago l’ultimo mugnaio, che ha fornito le farine Molini del Ponte utilizzate nella preparazione dei piatti e Salvatore La Bella , docente di cucina presso l’istituto Alberghiero Francesco Ferrara di Mazara del Vallo che ha concesso le zucche per la preparazione della zuccata presente nei dolci della serata.
La cena iniziata con lo sfincione di Bagheria, è continuata con un altrettanto sfincione  rivisitato dalle sapienti mani dello chef Gallo in una veste decisamente inusuale ma altrettanto fedele alla ricetta originale, caratterizzata dall’ingrediente esclusivo dello sfincione bagherese: la tuma.
Dall’antipasto ai Raviolini ai grani antichi “salsiccia e qualedda” gratinati con “vastedda del Belice” per continuare a percorrere la strada del territorio belicino, terminando con Cassatelle di ricotta al cucchiaio e
“Minni di virgini” realizzate dalla pasticceria “Pendola” di Sambuca di Sicilia, dolce tipico sambucese che leggenda vuole, ideato da una suora in rappresentazione delle colline del territorio che tanto ricordano “le minne di vergine” in occasione di un importante matrimonio.

La serata accompagnata dai vini delle cantine Gorghi Tondi ha creato un’atmosfera leggera e gustosa per ricordare che i prodotti del nostro territorio sono ricchezza senza valore, anima senza tempo, di un popolo che ha saputo dalla terra ricavare il meglio e portarlo a tavola.
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