Tra i diversi disagi provocati dalla diffusione del coronavirus, non si possono certamente sottovalutare gli impatti  emotivi e psicologici che la situazione sta generando, sempre più, in molte persone.  Rivolgersi ad uno specialista in questi casi è la soluzione migliore. La tematica è piuttosto complessa e per questo motivo qui di seguito riportiamo il parere di un esperta che spiega i motivi che stanno alla base dello sviluppo delle ansie e in che modo queste si possono affrontare, nel tentativo di superare con maggiore serenità questi giorni di difficile quarantena.

A parlare è Alessandra Messinapsicologa clinica e specializzanda in psicoterapia presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Sistemico Relazionale (C.S.R.M.) di Palermo. Nel corso della sua esperienza professionale ha lavorato presso I centri di prima accoglienza per minori stranieri non accompagnati e ad oggi svolge la libera professione presso il suo studio privato e come operatore specializzato presso una scuola elementare seguendo un bimbo autistico.

“L’emergenza, oltre che sanitaria, ha anche notevoli ripercussioni psicologiche ed emotive sulla popolazione – spiega la l’esperta – innescando vissuti non abituali e mettendo a dura prova l’equilibrio psichico soprattutto delle persone più fragili. Pensiamo a tutte quelle persone che hanno gravi patologie e hanno davvero tante difficoltà a gestire questi momenti di panico e preoccupazione.

Ai tanti bambini che stanno vivendo questo grande trauma e ai loro genitori che con tantissime difficoltà stanno cercando di aiutarli. A tutti i medici e agli infermieri che stanno lavorando senza sosta per aiutare tutti noi e avranno in futuro molto probabilmente dei disturbi causati da questo grave trauma. Alle forze dell’ordine che per fare rispettare le norme imposte dal Governo, svolgono un grandissimo lavoro per le strade di tutta Italia. Tutti i nonni e le nonne che già si sentivano soli da tempo e con questa quarantena ancora di più, chiamiamoli più spesso, ne saranno contenti. È un’emergenza differente da molte altre, perché il Covid-19 rappresenta un rischio invisibile che, per questo motivo, allarma di più. Accendendo la tv o collegandosi ai social media si viene bombardati da notizie allarmistiche, fake news o frutto della fantasia e delle paure di tanti che contribuiscono alla percezione amplificata del pericolo. In questo modo l’ansia e le paure delle persone crescono a dismisura fino a diventare angoscia e panico che si traducono in comportamenti irrazionali come l’assalto ai supermercati o la ricerca continua e ossessiva di notizie sul tema.

Mi sono soffermata tanto a riflettere sul fatto che questa grande emergenza stia mettendo tutti a dura prova, soprattutto per chi sta avendo delle difficoltà a gestire e affrontare questa condizione di isolamento se non addirittura di quarantena.  Credo, però, che ci siano anche degli aspetti positivi da valutare, ovvero lavorare da casa, riflettere su sé stessi, abbracciare i propri cari, leggere un bel libro, scrivere i propri pensieri, allenarsi, cucinare, ascoltare tanta musica, guardare documentari e serie TV e riscoprire alcuni rapporti interpersonali che durante gli anni si erano affievoliti”

Le emozioni vanno considerate una risorsa: ansia, stress e panico

“Avere paura è normale davanti a un rischio di epidemia, accogliamo questa emozione e facciamo in modo che ci guidi verso comportamenti di tutela e protezione razionali. A tal proposito sarebbe utile fare un accenno al significato di stress.

Lo stress è una risposta di adattamento a degli stressor (stimoli di diversa natura che portano l’organismo e la psiche allo stress). Essa può essere fisiologica, ma può avere anche dei risvolti patologici. Si distinguono fra stressor benefici, chiamati eustress (dal greco eu che significa “bene) che offrono energia e vitalità all’organismo; e gli stressor nocivi, detti distress (dal greco dys che significa “in peggio) che possono portare ad un abbassamento delle difese immunitarie, oltre ai primari segnali di allarme (ansia, tensione muscolare, tachicardia, insonnia, ecc.).

La paura ci permette di prevenire i pericoli ed evitarli, trasformandosi in panico quando diventa incontrollata perdendo così la capacità di analizzare in maniera razionale e oggettiva la situazione”

Dall’ansia al panico di massa

“Il panico può assumere anche una portata più collettiva diventando panico di massa in cui le capacità di giudizio e ragionamento sono deteriorate, vi sono forti emozioni di paura e vi è un comportamento (solitamente la fuga) che può degenerare in azioni auto ed etero distruttive.

Esso è il risultato dell’incapacità dell’individuo di controllare la propria paura, come verificatosi circa un mese fa, quando molte persone decisero di lasciare le loro case al nord per tornare dai propri cari al sud”

Il panico di massa è favorito da quattro condizioni:

1. ansia diffusa precedente al disastro (es. previsione da fonte autorevole), fornire informazioni che favoriscano un’adeguata reazione, cercando di prevedere le reazioni;

2. mancanza di leadership riconoscibile e che sappia dare istruzioni chiare (es. quali comportamenti protettivi assumere);

3. percezione di rimanere intrappolati per lo sbarramento delle vie di fuga;

4.  presenza di un fattore precipitante dell’ansia (es. percezione di inutilità di qualsiasi reazione). La combinazione di questi fattori è rara, inoltre il panico di massa tende ad essere di breve durata.

La combinazione di questi fattori è rara, inoltre il panico di massa tende ad essere di breve durata.

Fasi psicologiche di un’emergenza nazionale

L’emergenza psichica non si risolve con la risoluzione concreta dell’evento catastrofico, vi è una differenza tra le fasi esterne della risoluzione di un’emergenza e le fasi interne, psicologiche che non sono uguali per tutte le persone. Fra queste ultime vi è il defusing, ovvero la prima reazione in caso di emergenza, cioè dare senso a quello che sta accadendo; e il debriefing psicologico, ovvero che tra le 48 e le 72 ore successive si sviluppano fatti, pensieri, impressioni, sensazioni legati all’accaduto, cercando di fornire una visione di normalizzazione.

Fra gli atteggiamenti da tenere è necessario non contro-reagire alle situazioni di aggressività e avere un atteggiamento di ascolto senza favorire dipendenze patologiche. Le conseguenze a lungo termine dovute a forti sofferenze psicologiche che conseguono ad un evento traumatico,  potrebbero essere: il disturbo post traumatico da stress (PTSD)  e disturbi associati, quali i disturbi d’ansia, le malattie psicosomatiche, i disturbi depressivi, le fobie, la dipendenza da alcool, ecc.

La diffusione del coronavirus ha comportato non solo una riduzione degli spostamenti delle persone dalla propria abitazione, ma anche un cambiamento degli stili di vita, delle abitudini alimentari e della possibilità di fare attività fisica. È importante adottare un’alimentazione varia e bilanciata, nella quale ciascun alimento concorra, con le sue specifiche proprietà nutrizionali, a garantire un apporto completo di tutte le sostanze necessarie al buon funzionamento dell’organismo. Fare un po’ di movimento, ogni giorno, a casa diventa fondamentale non solo per la nostra salute, ma anche per il nostro benessere psicologico.

Per comprendere come questa emergenza possa avere delle ripercussioni anche sulla qualità del sonno occorre confrontarci proprio con l’ansia.

Insonnia e Ansia: perché non riusciamo a dormire?

È clinicamente nota e scientificamente riconosciuta. Un sonno inadeguato e le conseguenze diurne dell’insonnia, quali irritabilità, stanchezza e difficoltà di attenzione, contribuiscono a renderci maggiormente esposti a preoccupazioni e pensieri negativi, con conseguente difficoltà a modulare le nostre emozioni di paura e incertezza.

Risulta quindi fondamentale mantenere stabile l’orario di addormentamento e di risveglio, al fine di sincronizzare il nostro orologio biologico, alzarsi sempre alla stessa ora, nonostante la notte si sia dormito poco.

Consigli utili per regolare il ritmo sonno veglia

  1. Limitare caffeina, nicotina e l’assunzione di sostanze stimolanti soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, controllare la dieta ed evitare di cenare troppo tardi; praticare un’attività fisica regolare (non nelle ore che precedono il sonno).
  2. Inserire delle attività rilassanti almeno due ore prima di coricarsi aiuta a ridurre la tensione muscolare dovuta alla costante iperattivazione fisiologica.
  3. Individuare solo alcuni momenti della giornata da dedicare all’ascolto o alla lettura delle informazioni sul coronavirus.
  4. Accettare i pensieri e le emozioni dolorose: la paura, la rabbia, la collera, la tristezza sono emozioni che vanno accettate e gestite per concentrare le nostre energie sulle azioni che ci consentono di agire meglio nel nostro interesse.

6 consigli utili per il contenimento della paura e per il benessere psicologico

  1. Ricercare solo informazioni provenienti da fonti affidabili e ufficiali e non sovraesporsi alle informazioni per non trasformare la paura in panico.
  • Non esponiamo i bambini alle notizie allarmanti, ma diamo loro risposte chiare, senza trasmettere paura, con un linguaggio semplice. Aiutiamo gli anziani che vivono da soli attraverso la tecnologia (videochiamate, whatsapp, sms, telefonate).
  • Impegnarsi in attività di cura di sé che aiutino a mantenere un sano equilibrio emotivo e possano salvaguardare quanto più possibile le proprie routine e la quotidianità.
  • Cercare occasioni di condivisione in cui sperimentare la vicinanza con familiari e amici, ricordando che le relazioni possono essere curate anche a distanza.
  • Ognuno di noi può fare qualcosa per proteggersi dal rischio di contagio, a partire dal rispetto delle buone norme di prevenzione indicate dagli esperti e dei divieti imposti dalle autorità;
  • Se la paura si trasforma in panico o ansia eccessiva, che ti creano disagio, non avere timore di chiedere aiuto ad un professionista. Gli PSICOLOGI conoscono questi temi e possono aiutarti in modo competente.

Il Ministero della Salute ha attivato sul suo portale diversi numeri di supporto psicologico legati all’emergenza covid-19 a cui rivolgersi per trovare psicologi esperti pronti ad aiutarvi:

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5388&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto

“Auguro a tutti noi di poter vivere il più serenamente possibile questo periodo della nostra vita, ci sarà utile per il nostro futuro.” 

Dott.ssa Alessandra Messina