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Sono 14 gli imputati del processo “Anno Zero” (che hanno scelto il rito abbreviato) per i quali il Procuratore generale della Corte d’Appello di Palermo ha chiesto la conferma delle condanne. A novembre 2019 a 13 imputati il giudice per le udienze preliminari di Palermo Cristina Lo Bue ha inflitto 143 anni di carcere. Le pene più pesanti per Vincenzo La Cascia (19 anni e 4 mesi) e Raffaele Urso (18 anni e 4 mesi), tutte due di Campobello. Al partannese Nicola Accardo furono inflitti 15 anni.

In primo grado il Tribunale ha emesso condanne anche per: Filippo Dell’Aquila e Antonino Triolo (12 anni), Giuseppe Paolo Bongiorno e Giuseppe Tilotta di Castelvetrano (11 anni e 4 mesi), Calogero Guarino (11 anni), Leonardo Milazzo (10 anni e 8 mesi), Andrea Valenti (8 anni e 4 mesi), Angelo Greco (8 anni), Mario Tripoli (3 anni e 4 mesi), assolto però dall’accusa di associazione mafiosa. Condanna a 2 anni e mezzo al castelvetranese Bartolomeo Tilotta, imputato per favoreggiamento. Per alcuni di loro, è stata decisa l’assoluzione per qualche capo d’imputazione. In primo grado, invece, è stato assolto il castelvetranese Giuseppe Rizzuto. Per i condannati (esclusi Tripoli e Tilotta) il Tribunale di primo grado ha deciso anche il versamento di 18 mila euro a titolo di risarcimento danni all’ex consigliere comunale di Castelvetrano Pasquale Calamia, che tra il 2008 e il 2013 subì alcune intimidazioni. Risarcimenti anche per i Comuni di Castelvetrano e Campobello: 10 mila euro a titolo provvisionale.

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