Da un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio emerge che tra il 2008 e il 2015 nelle medie città italiane i negozi in sede fissa sono diminuiti del 15%, ma c’è un vero e proprio “boom” del commercio ambulante, accoppiato a una crescita rilevante del turistico-ricettivo, soprattutto nei centri storici.

Questo dato fa comprendere che il centro storico castelvetranese potrebbe avere sbocchi notevoli solo se si pensasse ad una rivalutazione in termini ricettivi. Non è un caso che il nostro centro storico si stia desertificando, non è un caso che le attività commerciali stiano sparendo poco a poco. Tutto ciò è una conseguenza dell’evoluzione delle città.

I centri storici devono trasformarsi in attrazione museale in senso lato, cioè un luogo non commerciale ma da vivere essenzialmente come attrazione culturale, un museo a cielo aperto ricco di cose da vedere e non da comprare. Attenzione… quando si parla di ricettività bisogna saper cogliere un’utile differenza con il turismo, due cose totalmente differenti.

In ispecie possiamo considerarci il secondo Comune, in provincia, per alloggi, ma non per presenze. Ecco la differenza tra alloggi (alberghi) e turismo inteso come introito finanziario derivante da economie esterne alla città. Qui mancano le basi per il turismo, non certo gli alloggi.

Dunque, in prima analisi, sono dell’avviso che bisogna necessariamente ripensare il centro storico come attrazione e non come luogo di bivacco commerciale. Abbiamo i mezzi, abbiamo le strutture, abbiamo la cultura ma purtroppo mancano le conoscenze per una visione al passo con la realtà. Il PRG futuro dovrà tenere conto proprio di questo aspetto per poter trasformare l’economia locale in economia globale, cioè quell’economia che attragga risorse esterne alle mura cittadine.

Movimento cittadino Andare Oltre