E’ con loro che nacquero i circoli dei galantuomini. Ed è fra loro che si inserì, spesso certa borghesia interessata a ridistribuire nei ruoli chiave del potere i compagni d’arme, i campieri, i gabelloti e, soprattutto, i loro familiari. Fu il trionfo dei galantuomini. Da qui il dubbio che il Commendatore Fiordaliso più che stima e solidarietà verso tali personaggi, celi un’accusa velata. Anche perché non ricordo che nelle amministrative del 2007 Città Nuova e Fiordaliso andassero pubblicamente a braccetto. E poi non può parlare di “attacco infamante” quando in Pensieri della sera (www.liceomagistralecastelvetrano.it) lo stesso dirigente scolastico condivide una frase di Kahlil Gubran: “Alcuni di noi sono come l’inchiostro e altri come la carta. E se non fosse per il nero di alcuni di noi, alcuni di noi sarebbero muti. E se non fosse per il bianco di alcuni di noi, alcuni di noi sarebbero ciechi”. Il che è un invito a riflettere, per tutti. In ogni caso, quod nullum est, nullum producit effectum, si potrebbe dire a commento di certe voci circa improbabili querele. Anche perché non ricordo di aver raccontato fatti eclatanti. Direttore, dimmi tu, piuttosto. Le inchieste che ti avevo detto di sviluppare, le hai svolte?”. Ma quando San Giovanni comincia a parlarmi in latino io mi perdo. Perché come già sapete, non ho studi classici alle spalle e, ogni volta, devo andare a ricercare i vocaboli per non sbagliare a scrivere. Comunque, sono frasi ormai comuni, facilmente reperibili nelle tiritere avvocatizie ed altrettanto facili da tradurre.

Il Santo Patrono, puntualizzando che non vi sono motivi di querela, in quanto “ciò che è nullo, non produce effetto”, mi richiama al ruolo di giornalista e così: “San Giovanni, certo che mi sono documentato! Intanto, più che due numeri su tre, anche l’indirizzo, che è impresso sul sito www.corteosantaritacastelvetrano.it, appartiene all’abitazione della famiglia Centonze. Inoltre, non esiste solo il Comitato Organizzatore del Corteo Storico di Santa Rita e il Centro Studi su gli usi, costumi e tradizioni medievali “Gennaro Bottone” ma sussiste anche l’associazione culturale Corteo Storico di S. Rita da Castelvetrano e tutti hanno sede in casa Centonze. E poi la sorella, quando aveva quell’associazione non ha preso solo quel contributo. So solo …”.

“Giovanni, errare humanum est, perseverare diabolicum. E prima che ti metti le mani nei capelli …”. “Santo Patrono, ma vuoi fare uscire il senno con tutti questi termini latini?”. “Pazienza, Giovanni! Se non mi avessi interrotto … Ti stavo dicendo che sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Tu, caro Giovanni, non sei immune da questi sbagli, anche tu in passato sei stato amministratore, ma quanto meno, a memoria, non ricordo che in mio nome mettevi mani in pasta. Anzi a pensarci bene, non hai avuto alcuna tentazione, perché ai tempi la mia Chiesa era chiusa per restauri e la festa civica in mio onore era andata a farsi benedire … Una volta all’anno è lecito fare pazzie, ma lasciarli liberi di operare tutto l’anno per tutti questi anni, allora Giovanni lasciamelo dire, tempus regit actum! E se il tempo regola l’atto, allora è anche corretta l’affermazione di qualche cittadino quando vocifera che non si può non dare contributi agli organizzatori del Corteo Storico di Santa Rita, perché questi portano turisti. Mi sa tanto di pensiero machiavellico: “il fine giustifica i mezzi” e tutti dobbiamo comportarci come le tre scimmiette: “non vedo, non sento, non parlo”.

Beati coloro che hanno un solo occhio in una terra di ciechi. E non do torto nemmeno all’Assessore Nino Centonze quando scrive: “ … non ho mai fatto nulla che i cittadini non sappiano e condividano! …”. Sì, Giovanni, scrive la verità. E talmente tutto nero su bianco, anzi è talmente naturale quello che fa, che non ha nemmeno la decenza di assentarsi quando si delibera su i suoi amici e parenti. Ma non sono d’accordo con lui e su quattro amici suoi quando parlano di sdegno nei miei confronti essendo “una cosa indegna entrare sul piano dei sentimenti e degli affetti per speculazione politica”. E’ semplice, caro Giovanni, offuscare la mente altrui, limitandosi ad un solo passaggio di tutto ciò che ti ho raccontato nel precedente numero. Quasi, quasi, il Nino Centonze è una vittima di attacchi personali. Non ricordo di averti parlato di vita privata, di quante ragazze lo abbiano lasciato. Ognuno, ahimè, ha la sua croce, ma di una storia pubblica, che ancora oggi circola sui siti dei quotidiani nazionali, come il Corriere della Sera, la Repubblica, ecc. Piuttosto, il limitarsi al vittimismo degli attacchi personali è solo per distogliere i castelvetranesi e gli stessi figuranti, che lo sottolineo sono le vere vittime, da quali e quanti svariati contributi questi signori hanno e continuano a sfilare alla Città in nome di Santa Rita. Forse, forse, il direttore artistico del Teatro Selinus involontariamente si è ispirato a loro, dedicando la Stagione di prosa alle quattro stagioni. Non credo proprio che pensasse a Vivaldi. E poi rendicontando il clima degli ultimi nove anni da direttore artistico, il saggio Bonagiuso in un articolo di cultura dal titolo “Signori, sipario …” scrive: “… non rubo per vocazione …”. “San Giovannuzzu, ti chiedo scusa, finora non ti ho interrotto, ma il Bonagiuso è uno dei nomi sul quale mi avevano detto di puntare il dito …”.