Invitati provenienti da quattro continenti e come location Castelvetrano, Selinunte e le Cave di Cusa, terre attraversate dai cartaginesi. Hanno scelto la Sicilia per sposarsi, Tarek Elmasri e Amira Chaouch (fedeli musulmani), lui libanese d’origine ma nato e cresciuto in Germania, lei di famiglia tunisina ma nata a Castelvetrano e studentessa a Bologna. Il matrimonio – con rito civile – si è tenuto presso Villa Licata, con Manuel Marco Noto e le testimoni Chiara Busca di Torino e Celia Hammar, franco-algerina. Un normale matrimonio si direbbe, se non fosse per il fatto che l’intero rito si è consumato in dialetto siciliano. Il particolare traduce l’originalità della cerimonia. E la scelta è avvenuta non a caso. «Siamo un po’ tutti siciliani – racconta Amira – e in questa terra sono arrivati i cartaginesi che, poi, sono stati i fenici libanesi». Un intreccio di culture, che passa dalle loro terre d’origine e riporta tutto qui, nella Sicilia, «isola che guarda l’Africa».

Amira, studi a Castelvetrano, si è laureata a Bologna in Lingua e letteratura straniera e ora sta seguendo un Master in cooperazione internazionale. Tarek, invece, è un fotografo, filmaker, regista e si è cresciuto in Germania. «Io sono italiana, la Sicilia è la mia terra – racconta Amira – a dispetto di chi mi appella ancora “straniera”». Negli anni non è mai venuto meno il suo impegno nel volontariato. E proprio in una delle occasioni offerte da questo settore, ha conosciuto Tarek: «Tutto è successo nel marzo 2017, andai in Libano, dove ero ospite di una conferenza nella quale si parlava dell’impegno nel volontariato dei giovani afro-arabi in Europa. Lì ho conosciuto Tarek ed è stato colpo di fulmine…».

Per festeggiare la giovane coppia a Castelvetrano sono arrivati amici e parenti dalla Tunisia, Turchia, Marocco, Costa d’Avorio. Anche per loro un rito interamente in dialetto siciliano è stato davvero una sorpresa (anche nel non poter seguire cosa veniva detto). Ma la gioia e gli auguri non sono venuti meno. Ora toccherà festeggiare anche in Germania e nel paese d’origine di Amira. «Iniziamo sul Mediterraneo, qui a Castelvetrano, e concluderemo nel Mediterraneo, in Tunisia» dice Amira. Acque che uniscono: anche dopo secoli, il mare nostrum non si tradisce.