Come ogni anno da 26 anni, il 23 maggio l’Italia intera si ritrova nel ricordo dell’attentato in cui morirono il giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta e di quello in cui, solo due mesi dopo, morirono il giudice Paolo Borsellino, suo grande amico e collega, e la sua scorta: due uomini animati dagli stessi principi, ma anche da un tragico destino, che da allora accomuna nel loro ricordo, in un sentimento di partecipazione sentita, tutti i cittadini onesti.

Anche quest’anno, alcuni alunni delle terze classi della scuola secondaria di 1° grado “Pardo” delle sezioni E, F e D, accompagnati ai loro docenti Professori Loredana Galfano, Anna Cristina, Enrica Cardellicchio e Leonardo Di Stefano, coordinati dalla Prof.ssa Marilena Cataldo, referente della Commissione legalità, hanno partecipato alla giornata ” INSIEME PER NON DIMENTICARE”.

A Palermo più di 5000 persone tra studenti, cittadini comuni, artisti e rappresentanti delle istituzioni, in due cortei diversi provenienti da via D’Amelio e dall’aula bunker del carcere Ucciardone, si sono ritrovati, scandendo i nomi “Giovanni e Paolo”, sotto l’albero di Via Notarbartolo, diventato ormai simbolo della legalità, del sacrificio delle vittime, dell’indignazione e dell’orrore, ma anche del riscatto etico e morale e della fiducia nella giustizia e nello Stato.
Alle 17:58 è stato osservato un minuto di silenzio a ricordare i giudici eroi e, a 26 anni di distanza, il ricordo di queste stragi è stato un momento di alta commozione da parte dei ragazzi. “La scuola stessa – afferma la referente – rappresenta per i ragazzi un momento di crescita umana e civile in quanto è attraverso lo studio della cittadinanza attiva che deve maturare in loro la capacità di  sviluppare uno spirito critico, maturo, responsabile, volto all’acquisizione di comportamenti tendenti al rispetto degli altri e delle regole che sono alla base della convivenza civile”.
Del resto non c’è modo migliore per ricordare questi giudici eroi che non si sono piegati al potere mafioso ed alle sue connivenze, che le loro stesse parole; quelle di Borsellino: “La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’ indifferenza e quindi della complicità” e quelle di Falcone che suonano come un anatema: “La mafia non è affatto invincibile, è un fenomeno che ha un inizio e avrà una fine … e che si può vincere impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”. La scuola è una di queste, perché “gli uomini passano, le idee restano”.

Anna Maria Di Giuseppe AS IC “Capuana Pardo”