“Queste cose non furono mai ma sono sempre”, così scriveva lo storico latino Sallustio nel suo libretto “Sugli dei e il mondo”. Ben consapevoli dell’attualità del mito, depositario di una verità senza tempo che pur nascendo in un determinato periodo storico-sociale, contiene un’ evidenza di verità in grado di parlarci al di là dei secoli, si continuano a susseguire presso l’I.C. “Capuana-Pardo” le iniziative e gli incontri culturali promossi dalle docenti Marica Ardizzone e Giovanna Maria Cirabisi, nell’ambito della XX Edizione del Concorso Miglior Lettore “ Il mito: parola che illumina il silenzio”.

Nella giornata di ieri, la scuola ha avuto il piacere di ospitare, Licia Cardillo Di Prima. Nata a Sambuca di Sicilia, dove vive e lavora, docente di Lettere, giornalista pubblicista, direttrice de “La voce di Sambuca”, autrice di comprovato talento di numerosi romanzi apprezzati dal pubblico e dalla critica, editi da prestigiose case editrici (quali Dario Flaccovio Editore), la scrittrice, con la raffinata sensibilità che la contraddistingue e il bagaglio culturale che le è proprio, ha intrattenuto gli studenti con una coinvolgente disquisizione sul mito.

Prendendo le mosse da una delle sue opere “Sambuca di Sicilia. Tra mito, storia, letteratura ed arte” (Historica Edizioni), l’autrice si è soffermata, in particolare, sull’analisi del mito di Dedalo ed Icaro offrendone un’interessantissima lettura, secondo la quale lo stesso rivelerebbe dei legami con un territorio ricco di segni, qual è quello delle Terre Sicane. Un affascinante viaggio alla scoperta della nostra grecita’ che ha consentito, grazie all’interesse e al coinvolgimento degli alunni presenti, una riflessione sulle figure di Dedalo e di Icaro, metafore fortissime e senza tempo, incarnazione dell’ingegno e della tecnica il primo, simbolo di colui che vuole sfidare i limiti della propria natura, cadendo vittima della sua tracotanza il secondo. Lo spazio dell’uomo rimane lo spazio del mezzo, uno spazio che richiede uno sforzo continuo per essere abitato, ma che è l’unica strada che ci è offerta.

Anna Maria Di Giuseppe