Al II Circolo R. Settimo si rinnova un appuntamento molto importante per la Scuola: la commemorazione della giornata del 23 maggio, data simbolo nella lotta contro tutte le mafie.
Dal 2002, in occasione del decennale della strage di Capaci, il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con la Fondazione Falcone, si rivolge alle scuole di tutta Italia per realizzare insieme iniziative di educazione alla legalità che hanno il loro momento conclusivo proprio nell’anniversario del 23 maggio, nel ricordo del sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Due eroi, nella memoria di tutti. Due esempi, nel messaggio che la scuola vuole custodire e trasmettere ai cittadini di domani.

Anche quest’anno, nonostante l’emergenza che stiamo affrontando, tutti gli studenti commemoreranno il XXVIII anniversario delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio e lo faranno in maniera “virtuale”, sbarcando nel capoluogo siciliano con la nave della legalità.
In occasione di questa giornata, gli alunni delle classi quinte delle sezioni C-D-E, coordinati dall’Ins. Grace Gambina, hanno risposto all’appello per la legalità, partecipando al concorso “Nave della legalità”, da Civitavecchia a Palermo.

Gli alunni, a conclusione di un percorso che dura ormai da diversi anni, fatto di dibattiti, letture, documentari, hanno voluto “celebrare la legalità” intraprendendo un viaggio su una nave virtuale che parte proprio da Palermo. Un viaggio che punta a lasciare una traccia nella lor vita.

Per affrontare il viaggio che li condurrà verso la legalità partono ben attrezzati: indossano la loro “mascherina” e, consapevoli della ferocia della mafia che ha ucciso uomini giusti come Falcone e Borsellino, viaggiano forti come arbusti resistenti ad ogni forma di ingiustizia e illegalità.
La nave forgiata da un buon legno sotto lo sguardo protettivo di Falcone e Borsellino solcherà i cieli e i mari, resisterà alle intemperie e, spinta dal vento della speranza, andrà avanti lontano, grazie al coraggio dei bambini che lotteranno uniti in nome dell’amore, della pace e della legalità.
Alla fine del percorso gli alunni approderanno sull’isola in cui regna legalità, giustizia, amicizia, libertà, pari diritti, tesori per l’uomo e gioia per l’umanità.

L’Ins. Grace Gambina, che ha guidato gli studenti, alla domanda “cos’è l’educazione alla legalità” risponde:
“ Ogni volta che accogliamo un amico. Ogni volta che ascoltiamo gli altri senza prevaricarli con le nostre ragioni. Ogni volta che costruiamo rapporti umani basati sulla valorizzazione delle differenze. Insegnare la legalità significa insegnare a essere empatici, a conoscere se stessi e gli altri, a vedere negli altri dei possibili amici. Una classe dove si vive l’incontro con l’altro come preziosa occasione di scambio, dove si è ospitali, gentili, aperti, in cui si respira la legalità. In fondo quando educhiamo non pratichiamo forse la legalità? Educare è più che insegnare, è coltivare nei bambini idee, valori positivi, empatia, apertura verso il prossimo, fiducia, speranza, gentilezza, rispetto e consapevolezza”.

Aggiunge la Dirigente Prof.ssa Maria Luisa Simanella: “L’idea della legalità si coltiva a scuola già a partire dall’infanzia, attraverso semplici gesti quotidiani. Come affermato da Caponnetto, la mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia. Da qui l’importanza che l’educazione e la scuola assumono nella formazione degli alunni, potenziali adulti del domani, nonché futuri cittadini responsabili, onesti e soprattutto liberi. L’educazione è da intendere come sinonimo di legalità, che rende liberi uomini e donne dalla corruzione, dall’omertà e dalla criminalità. Coltivare la legalità significa valorizzare il bene comune e la responsabilità a partire dal buon esempio che, attraverso la pratica educativa, induce alla riflessione tutti quanti”.

Addetto Stampa Angela Scirè