La questione del cimitero di Castelvetrano – l’ingresso su prenotazione e la presenza di erbacce al suo interno – ha tenuto banco per un’intera giornata sui social. Lo abbiamo visto tutti: c’è chi si è scagliato contro l’Amministrazione sulla scelta delle prenotazioni (discutibile o meno), la linea telefonica che si è intasata (una nostra lettrice ci ha fatto sapere che per ben 76 volte ha chiamato allo 0924902522, senza mai poter prenotare) e poi una sfilza di video – amatoriali e di alcune testate giornalistiche locali – che hanno mostrato i viali del cimitero invasi dalle erbacce.

Quello che più ha fatto indignare, però, è stato proprio lo stato d’abbandono in cui versa il luogo dove riposano i defunti. Ma perché è successo tutto questo? Sui social si è aperto un dibattito senza precedenti, al punto tale che il sindaco Enzo Alfano è dovuto intervenire con un suo contributo video. Per i navigatori della rete le ipotesi più avvalorate (affrettate e non verificate) hanno addossato la responsabilità ai dipendenti del Comune che, in questi mesi d’emergenza, sarebbero stati dentro gli Uffici del cimitero a braccia incrociate.

Ma come sono andate esattamente le cose? Perché il cimitero s’è presentato dopo due mesi di chiusura invaso dalle erbacce? «Nel rispetto dei Dpcm per contenere il contagio da Covid-19 ai dipendenti assegnati al cimitero è stata concessa l’astensione dal lavoro» spiega Alessandro Graziano, responsabile dei Servizi cimiteriali. Quindi, cimitero chiuso e dipendenti a casa. Il lavoro di discerbatura è stato avviato in questi giorni. E dal Servizio Verde Pubblico sono arrivati i rinforzi: altri dipendenti che aiuteranno i colleghi. Prima che il cimitero torni pulito ci vorranno ancora alcuni giorni.