Anche se il suo corpo sembrava quello di una anziana, il suo sguardo era quello di una bambina di otto anni. Al ricordo di quel sorriso si aggrappano adesso i genitori Stephanie e David Parke di Ballyward (Irlanda) per riuscire ad andare avanti, dopo aver visto la loro piccola Lucy consumarsi sotto ai loro occhi giorno dopo giorno.

Poco dopo la nascita, a Lucy era stata diagnosticata la sindrome di Hutchinson-Gilford, più comunemente nota come progeria, una patologia genetica che provoca l’invecchiamento precoce del corpo, non alterando invece la mente, che resta l’unico indice della vera età della persona.

La malattia porta a una morte precoce e i bambini affetti da questa malattia hanno un’aspettativa di vita che non supera i vent’anni: secondo studi recenti ha un’incidenza di 1 su 4 milioni di nascite e, al momento, ci sono 100 casi noti in tutto il mondo.