Arrabbiati e preoccupati. Proprietari e gestori delle strutture extra alberghiere di Marinella di Selinunte fanno sentire la loro voce. Ieri, in una delle strutture di Selinunte, sono tornati a riunirsi e hanno alzato il tono delle loro rivendicazioni. Quello che ora chiedono è il rimborso della tassa di soggiorno per la parte che gli compete, col valore di un indennizzo per i mesi in cui sono rimasti fermi. «A cosa sono serviti i quasi 250 mila euro incassati lo scorso anno?», si chiede Giuseppe Galfano, a capo del gruppo e Presidente di Federalberghi Selinunte. Le strutture extra alberghiere stanno soffrendo ancora in questo tempo di ripartenza: poche prenotazioni e di quelle che già c’erano alcune sono state annullate. Anche per il mese di agosto.

Ma c’è un altro aspetto che il gruppo “Stay in Selinunte” (che mette insieme quasi 20 strutture extra alberghiere in regola di Marinella di Selinunte) evidenzia. Ed è quello degli abusivi, cioè strutture presenti anche sulle più importanti piattaforme di incoming turistico ma che risulterebbero abusive, senza che paghino le tasse. «Più volte questo aspetto è stato sollevato all’Amministrazione comunale, durante le passate riunioni. Noi come associazione siamo disposti a denunciare alle autorità competenti gli eventuali abusivi per fare in modo che chi non sia in regola si adegui alle disposizioni di legge o chiuda i battenti definitivamente», spiega Giuseppe Alfano.

In questo tempo di ripartenza il gruppo “Stay in Selinunte” pensa a mettere in campo diverse iniziative mirate a promuovere percorsi turistici legati anche all’enogastronomia. Chi si ferma è perduto. E questo vale anche per il turismo.