ZANCANA Castelvetrano

Domani all’Alba un minuto di silenzio per Genova – Ore 5 e 30 al Tempio di Hera. Inizia così il Festival della Luce – concerto all’Alba nel cuore del Parco Archeologico di Selinunte.

Il passaggio dalla notte al giorno accompagnato dall’Orchestra di 19 musicisti, grandi artisti siciliani e campani e dal coro di 14 elementi.

“Alle 5 e 30 inizierà il Festival della Luce. Prima nel buio la musica ed il teatro, poi al sorgere del sole teatro e musica si fermeranno per osservare con il pubblico un minuto di silenzio per le persone che hanno perso la vita a Genova e soprattutto per i loro familiari”. Lo ha annunciato ora, Enrico Caruso, Direttore del Parco Archeologico di Selinunte. Lo scenario sarà emozionante con l’orchestra e coro posizionati dinanzi al Tempio Hera ed il Sole che piano, piano salirà illuminando uno dei paesaggi più belli d’Italia.

“Domani si dipanerà questa mistura tra musica e teatro con un inedito coro alla greca ma realizzato in siciliano e quando il Sole sarà sorto ci fermeremo per ricordare quanti hanno perso la vita a Genova. Al sorgere del Sole la musica si fermerà per un minuto. Passeremo dal buio stellato alla luce del Sole con “Napordu” – ha dichiarato Giacomo Bonagiuso, Direttore artistico del Festival della Luce – opera inedita scritta appositamente dal maestro Ezio Noto. Il Napordu è una pianta, una spina che resiste verde e rigoglioso quando tutto in Sicilia è arso, nero, giallo, secco ed ha un bellissimo fiore in testa.

Cresce in ambienti disturbati, negli incolti, sulle macerie, lungo le strade, presso le stalle, con optimum nella fascia mediterranea. Il nome generico deriva dal greco ‘onos’ (asino) e ‘pordè’ (peto) in riferimento ai presunti effetti che la pianta procurava agli asini; Periodo di fioritura: giugno-agosto. Per noi del Festival della Luce è la metafora perfetta di chi resiste a fare arte in questa terra arsa, per chi cerca la bellezza nell’arte. L’opera vedrà l’esibizione di un’orchestra di 19 musicisti, campani e siciliani, di un pittore, uno scultore, una danzatrice e ben 14 attori. Alle 5 e 30 l’inizio di un’esplosione di creatività, un vero “tappeto” sonoro che accoglierà tutti in una “fusione”, “contaminazione” di arti: musica, teatro, danza, pittura, scultura.

Tra le sculture che vedremo accompagnati dall’orchestra spiccherà “Il Pianto di Agamennone” opera lignea di Salvatore Rizzuti, autore dell’indimenticabile opera “I Vespri” esposta al museo di Caltabellotta. Il Pianto di Agamennone, evoca i “Kyroi” greci ed il pianto dell’eroe greco “re dei re”.

Il Festival della Luce con l’Alba, il Tramonto, la Sera. Il Tempio di Hera, il Santuario di Demetra, il Tempio di Dionisio.

“Siamo alla seconda edizione del Festival della Luce che intende valorizzare il Parco Archeologico di Selinunte. Che opportunità entrare nel Tempio della Civiltà Antica al buio e dal buio vedere arrivare ai nostri occhi il Tempio di Hera – ha continuato Giacomo Bonagiuso, Direttore Artistico del Festival della Luce – e sul Tempio di Hera le prime luci del nuovo giorno! Ora ci siamo. Domani alle 5 e 30 inizieremo con un’opera inedita: “Napordu” firmata da Ezio Noto. Il 26 ci sarà l’opera al Tramonto, con i Templi al Tramonto. Da più di un secolo e mezzo uno spettro si aggira nelle acque extraterritoriali della letteratura: “Moby Dick”. Un testo che affonda la penna nel male profondo, nei mostri, nei fantasmi delle anime umane e disumane. Abbiamo riadattato l’opera in siciliano arcaico e la presenteremo il 26 Agosto, al tramonto. Lo scenario sarà quello del Santuario di Demetra. Si tratta del luogo più sacro di Selinunte ed il più adatto alla rappresentazione di un’opera che vedrà insieme più arti come musica e recitazione per raccontarci il tramonto della bellezza e della ragione. Il “Moby Dick” di Melville, una sorta di Iliade della letteratura americana, che nella riscrittura in siciliano arcaico diventa “Mobbidichhi”, invitandoci ad un viaggio attorno all’uomo. E proprio in questo luogo, il Santuario di Demetra a Malophoros, nel cuore del Parco Archeologico di Selinunte, il tramonto va ad immergersi nella Necropoli. Poi la “Mattanza” la terza opera che presenteremo al crepuscolo con la luce della sera sul Tempio di Dionisio. Il Festival sta facendo registrare un boom di biglietti con appassionati da tutta la Sicilia ma anche molti stranieri”.