L’incontro preparato in collaborazione con l’Ordine dei Cavalieri del S.Sepolcro e il Movimento dei Focolari, ha radunato persone di vari centri del Belice e della provincia di Trapani con rappresentanze da Palermo e anche da Agrigento.

Le tre relazioni, che in realtà erano storie di esperienza e vita vissuta sono state un vero e proprio “Dono “ per quanti ascoltavano;
Silvia Porta del focolare di Palermo , che per quindici anni ha vissuto tra Egitto Israele e Giordania; ci ha “portati” dentro la vasta realtà del Medio Oriente, conducendoci man mano su quei territori che sono stati culla della cristianità e oggi sono terre martoriate dalle divisioni e dalle guerre.

Convegno sul Dilogo intereligioso Castelvetrano

Eppure proprio in quelle terre il germe dell’Ideale del Vangelo, porta molto frutto, e fa fiorire i fiori nel deserto. Il dialogo tra quanti vivono il carisma dell’unità porta senza proselitismo alla conoscenza reciproca e al “ quel tutti siano uno ” del testamento di Gesù.

Rami ElBahu cittadino di Betlemme ci ha aperto le porte del cuore e anche dell’ anima e la sua storia di palestinese e cristiano ha trascinato, quanti erano in attentissimo ascolto, nella realtà che il carisma dei Focolari nella patria di Gesù ha suscitato; il dolore che i cittadini di Betlemme vivono ogni giorno, il loro si, ripetuto e ridonato a quel Dio che proprio in quei luoghi ha amato fino a dar la vita, nella esperienza di Rami si toccava con mano; alla fine ci lascia con una frase, magari sentita tante volte ma che questa volta è rimasta scolpita in tutti : “tu mi maltratti , ma io sono Cristiano e ti amo…perché tutto vince l ‘Amore”.

Ebi Moehbali , iraniano convertito al Cristianesimo, vicino all’Ordine del S.Sepolcro, dopo averci illustrato la situazione sociale e politica dell’Iran ,ha poi tratteggiato a grandi linee, la situazione dei Cristiani in quel paese, che vivono con la possibilità anche di perdere la vita per la propria fede, raccontando del suo Battesimo ci ha detto la sua difficoltà nell’affrontare “il dialogo “ , ma ha donato alla fine del suo intervento un brano della lettera a Diogneto, alleghiamo alcune righe, dalle quali traspare il vivere autentico dei Cristiani di tutto il Medio Oriente che hanno accolto pienamente il Vangelo mettendoli in pratica con la loro vita:
“ I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro. Mettono in comune la mensa, Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. A dirla in breve, come è l’anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. L’anima è diffusa in tutte le parti del corpo e i cristiani nelle città della terra. L’anima abita nel corpo, ma non è del corpo; i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo”

Moltisime le impressioni positive che tanti ci hanno detto , ma tra queste ve ne citiamo una di Naziha Kamel, responsabile delle comunità islamiche del Belice che salutandoci ha detto: incontro molto bello e interessante, spero che queste cose si ripetano più spesso per un arricchimento reciproco di ciascuno