[di Antonio Colaci] Da molti mesi eminenti giuristi dibattono sulla opportunità dei provvedimenti adottati ai fini del contenimento del contagio da Covid-19. È da quasi un anno e mezzo che i DPCM hanno fatto accendere il dibattito sulla tutela delle libertà individuali degli italiani. La necessità di rendere obbligatorio il possesso del “Green Pass” per accedere a buona parte dei servizi pubblici ha acuito il contrasto delle idee. Il richiamo alla Costituzione dimostra, per i giuristi, una notevole carenza normativa che prevede provvedimenti simili a quelli adottati soltanto in caso di guerra; ma nel contempo la gran parte li giustifica per l’imprevedibilità e l’eccezionalità della pandemia e auspica che, finita l’emergenza, si possa normare la materia attraverso delle leggi del Parlamento democraticamente votate.

Alcuni giorni fa una insegnante d’asilo toscana in vacanza in Sicilia mi diceva che lei non intendeva vaccinarsi. Le ho chiesto come avrebbe fatto a conciliare questo convincimento “no-vax” con la sua professione. Mi ha assicurato che lei si sottopone al tampone ogni settimana, rispetta il distanziamento, usa perennemente la mascherina e cura particolarmente l’igiene dell’ambiente frequentato dai bambini del suo asilo; lo fa per la tutela della salute loro e dei familiari. La cosa mi ha fatto riflettere; per un cittadino come lei che fa abbondantemente uso del “buon senso” e del rispetto per il prossimo criticare l’obbligo al “Green Pass” potrebbe avere una sua parziale giustificazione.

Ma ho anche pensato che è abbastanza semplice comprendere che lo Stato, oltre a tutelare le libertà individuali, è tenuto a tutelare prevalentemente la salute della comunità e il più generale diritto al lavoro; pertanto il “Green Pass”, a mio parere, serve perché il buon senso di quella insegnante è meno diffuso di quanto dovrebbe: gli obblighi scaturiscono dal mancato utilizzo del buon senso e del rispetto per le regole del vivere civile, per stare con pieno diritto in comunità. Il reiterato aumento dei contagi produrrà nuove restrizioni, nuove chiusure, perdite di lavoro e di economia. Presto potremmo essere costretti a dimenticare la gioia per l’Italia Campione d’Europa e tornare ai tempi tristi che annulleranno i sacrifici fatti finora. Basterà il “Green Pass” a permetterci di tornare ad uno stato di sicurezza e di normalità? Non lo so. Ma, intanto, penso che oggi chi ne è già in possesso guarda al futuro con una punta di ottimismo in più sperando di far parte della maggioranza degli italiani.

Dispositivo dell’art. 16 della Costituzione
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.