Sebbene la nostra contemporaneità sia ancora tristemente intrisa da situazioni nelle quali donne lavoratrici sono vittime di prevaricazione, a causa del loro ruolo propulsivo nel cambiamento sociale, sovente osteggiate in contesti culturali che rifiutano di accettare il loro meritorio impegno personale, professionale e sociale, il Club per l’Unesco di Castelvetrano Selinunte, proprio in occasione della festa internazionale delle donne, vuole celebrare – come messaggio di speranza e di buoni auspici – il ricordo di chi, con coraggio e determinazione, ha vinto la battaglia di pregiudizi e ostilità di un mondo fortemente sessista, diventando la più grande donna manager d’Italia.

– E’ Marisa Bellisario, donna dal forte carisma, dotata di autorevolezza e capacità di fare squadra, la quale, entrata, giovanissima, nella divisione elettronica dell’Olivetti con funzioni di programmatrice di Elea 9003, il primo computer interamente progettato e prodotto in Italia, approdò alla General Electric, conglomerata americana, per poi rientrare in Olivetti con la carica di direttrice della pianificazione strategica.
Al suo rientro in Italia, Marisa partecipò alla vita politica, assumendo posizioni laiche e in favore della modernizzazione della società. Entrò in polemica con l’Aidda (Associazione italiana donne dirigenti d’azienda), dichiarandosi disinteressata a “un’associazione non aperta a tutte le donne, ma solo ad alcune privilegiate, di buona ed elevata condizione sociale”.

Assunse altri impegni gravosi e nuove sfide come il risanamento di Italtel, che realizzò nel 1981. Partecipe della “Commissione Nazionale per la parità tra uomo e donna” istituita dal PSI nel 1984, Marisa decise di assumere la Presidenza della sezione per le nuove tecnologie ritenendo che “la tecnologia fosse il migliore alleato che la donna abbia mai avuto”.

Nella sua autobiografia – “Marisa Bellisario, Donna e top manager. La mia storia”, Milano, Rizzoli, 1987 – scrisse: “Trovo che sia un errore, da parte delle donne, pensare che le occasioni interessanti di lavoro siano solo nel terziario da ‘colletto rosa’, dove la creatività femminile comincia in effetti a fiorire: agenzie di pubbliche relazioni, servizi di interpretariato telefonico, consulenze su come tenere una cena o un salotto […]. Le donne possono e devono essere presenti nell’industria e nella politica con la stessa creatività”.

Negli anni in cui Marisa Bellisario diresse Italtel, le dipendenti laureate passarono dal 5 al 27% dei laureati complessivi dell’azienda.
A lei sono intitolati la Fondazione Marisa Bellisario e il premio omonimo, attribuito, ogni anno, alle donne che si distinguono nella loro professione ispirandosi ai suoi stessi valori.
Il Club per l’Unesco di Castelvetrano Selinunte si fregia di avere, tra i suoi soci fondatori, una donna insignita di detto prestigioso riconoscimento, l’Ing. Alessandra Saporito, attuale componente del Consiglio Direttivo dell’Associazione.
Memorabile il pensiero di speranza e fiducia, espressione di un credo nella capacità delle donne di raggiungere traguardi troppo spesso meta e prerogativa di un arrogante ceto maschilista: «Mi piace pensare che la mia storia possa dare fiducia alle giovani donne che cominciano la loro carriera o che vanno ancora a scuola: una donna, se lo vuole, può farcela in qualsiasi campo, accettando le regole del gioco e credendo fortemente in se stessa» [cit. Marisa Bellisario].

Il Club per l’Unesco di Castelvetrano Selinunte