Accadde oggi 15 gennaio 1984 – Stadio Paolo Marino di Castelvetrano, stagione sportiva 1983-84 Campionato di Interregionale Gir. M – Prima giornata del girone di ritorno –

[di Gianfilippo Bonanno] La Folgore di Castelvetrano ospita il forte Acireale, il cielo è nuvoloso la classica giornata “uggiosa” con il rischio di pioggia sempre alle porte anche se non pioverà mai. Il pubblico è quello delle grandi occasioni, del resto le vittorie esterne a Favara 0-1 (goal di Caradonna), a San Filippo del Mela, per l’indisponibiltà del D’Alcontres di Barcellona Pozzo di Gotto, contro la Nuova Igea 1-2 (doppietta di Aldo Tilotta), la vittoria in casa contro il Terranova per 4-1 (Caradonna e tripletta di Aldo Tilotta) ed il pareggio esterno a Villafranca Tirrena 1-1 (goal di Tilotta), hanno di fatto portato i rossoneri a veleggiare nei quartieri alti della classifica guidata dalla corazzata Nissa. Arbitra l’incontro il sig. Soriano di Nola.

Il tecnico folgorino Domenico Pulvirenti manda in campo Buondonno, Moceri, Caputo, Barrale, Signorello, Calandrino, Maniscalco, Benigno, Caradonna, Taormina, Tilotta. Di contro il tecnico Paolo Lombardo schiera Balducci, Cantone, Cannavò, Oppezzo, Armata, Belfiore, Caruso, Codispoti, Filippazzo, Strano, Russo.

Nelle file acesi c’è un ex mai dimenticato, Aurelio Armata, che ha il compito “ingrato” di fermare il bomber Tilotta autore di sei goal consecutivi. La gara è molto combattuta, Lombardo da una parte e Pulvirenti dall’altra giocano a mosse e contro mosse. Le marcature “a uomo” di un tempo servivano a cercare di non dar respiro all’avversario. Gara carica agonisticamente con scampoli di bel calcio offerti da alcuni interpreti sul campo di gioco. Il centrocampo rossonero è di buonissimo livello, Benigno, metodista per eccellenza è un fiore all’occhiello dello scacchiere rossonero.

Il pubblico rumoreggia per qualche decisione arbitrale, vuole il sigillo per continuare a sognare. C’è una voglia spassionata di vittoria ma la gara è talmente combattuta che non si sblocca. Sembra una di quelle domeniche che alla fine ti dovrai accontentare di un pareggio a meno che un episodio a tuo favore cambia le sorti e ti porti in “paradiso”. Al minuto 88, a due dalla fine, il boato del Marino rimbomba ancora nelle mie orecchie. Capitan Calandrino, in una delle sue sortite in area avversaria, batte Balducci e manda in visibilio tutto il popolo rossonero accorso allo stadio. Anche se è rimasto solo un sogno quello di approdare fra i professionisti, quella domenica papà era “raggiante” e tutti avevano capito che quella Folgore era davvero forte.

Gianfilippo Bonanno
dal romanzo #80VogliadiFolgore… prossimamente!