Ferruccio CentonzeLa calma dopo la tempesta al Teatro Selinus

Nell’ambito della rassegna teatrale “Stranizzi di Scena”,diretta dal professor Giacomo Bonagiuso, domani sera 04 aprile , al Teatro Selinus, con inizio alle ore 21, andrà in scena La calma dopo la Tempesta, ovvero i tormenti della gelosia un testo di Rinaldo Clementi.

La commedia in due atti, per la regia dello stesso Clementi, vedrà in scena Salvatore Graffeo, Irene Bonanno, Alessandro Montalbano, Lory Fontana, Nello Mangano, Leo Di Martino e Nicola Clemente dell’associazione teatrale I Selinidi.

Sono ancora disponibili biglietti al botteghino, che si può chiamare per reperire informazioni al 0924.907612, i prezzi sono € 13(poltrona e palco centrale), € 11 ( palco laterale); € 7 ( loggione).

Il giornalista Luciano Mirone per le Stanze dello Scirocco

Nell’ambito della rassegna culturale le Stanze dello Scirocco, diretta da Giacomo Bonagiuso e Giacomo Pilati, arriva domani a Castelvetrano il noto giornalista e scrittore Luciano Mirone, che incontrerà i ragazzi dell’I.T.C. Giovan Battista Ferrigno, alle 11 presso l’Aula Magna dell’istituto, parlando del libro “Gli insabbiati” edito da Castelvecchi. Luciano Mirone ricostruisce le vicende di chi, facendo il mestiere di giornalista, ha pagato con la vita la sfida alla mafia, ai poteri occulti, agli accordi perversi fra Stato e Antistato. Otto storie siciliane di giornalisti assassinati, sequestrati o addirittura «suicidati».

Otto storia ambientate nell’Italia dei delitti impuniti e della democrazia dimezzata. un’indagine avvincente, condotta attraverso cronache del tempo, atti processuali, testimonianze dirette. Emergono così strane distrazioni, dimenticanze, omissioni, reticenze, depistaggi che hanno quasi sempre «insabbiato» i casi giudiziari, e con essi la ricerca della verità. Cosimo Cristina, Giovanni Spampinato, Giuseppe Impastato, Mauro De Mauro, Beppe Alfano, Mauro Rostagno, Mario Francese, Giuseppe Fava, storie diverse, accomunate da un unico destino: prima gli avvenimenti velati, poi le minacce, poi la «terra bruciata», l’esecuzione senza appello, infine la delegittimazione della vittima. E la memoria di quegli otto cronisti continua ad essere un riferimento fondamentale per tutti coloro che credono in una Sicilia libera da Cosa Nostra.