Vito Macaddino (nella foto in alto) è una delle quattro vittime della follia omicida di Mario Albanese (nella foto in basso) e per questo non rivedrà più la sua Mazara del Vallo.

I FATTI

La strage si è compiuta nel cuore della notte di sabato a Brescia nella prima periferia est della citta’. Il camionista di 34 anni, Mario Albanese, intorno alle 4 ha atteso in strada armato il ritorno a casa della sua ex moglie, che era in compagnia di un amico, e ha fatto fuoco uccidendoli.

A terra sono rimasti Francesca Alleruzzo, classe 67 di Brescia e Vito Maccadino, classe 1956 di Mazzara del Vallo.

L’uomo, che aveva con se’ le chiavi dell’appartamento della ex, e’ salito e ha spianato l’arma contro la figlia della donna, Chiara Matalone, 20 anni, e il fidanzato coetaneo, originari di Reggio Calabria ed entrambi di passaggio a Brescia.


In casa, in un’altra stanza, erano presenti anche i figli della coppia, tre bambine di 5, 7 e 10 anni. La piu’ grande potrebbe aver assistito allo scempio. La tragedia è proseguita in strada, dove l’uomo è ridisceso, ha risparato alcuni colpi ai corpi riversi sul selciato, quindi ha minacciato di ammazzarsi.

IL MOVENTE

L’avrebbe confermato lui stesso nel corso dell’interrogatorio in Questura. “Quella donna mi tradiva”. L’uomo per sua stessa ammissione ha risparmiato dall’eccidio le persone a lui care, cioe’ le sue tre bimbe.

Dalla Questura è stato portato al carcere di Canton Mombello, dove è in stato di fermo per omicidio plurimo aggravato anche dalla premeditazione. In base a indiscrezioni l’uomo avrebbe dunque compiuto la strage sotto effetto di sostanze stupefacenti, sembra cocaina.