L’imprenditore si era rifiutato di pagare il pizzo: “Ero uscito dal negozio per andare al bar con un amico. Poi, dieci minuti dopo, vidi arrivare davanti al mio negozio sei persone. Iniziarono a urlare, mi picchiavano. Dicevano: ‘Sei cornuto e sbirro’. Ricevuto il primo colpo, all’occhio, sono caduto per terra e non ho avuto la possibilita’ di reagire; ho cercato soltanto di proteggermi la testa ed il volto con le braccia, perche’ quel giovane continuava a colpirmi ripetutamente e con furia alla testa, utilizzando un martello”.

Le sequenze del pestaggio sono state immortalate da alcune videocamere di sorveglianza piazzate nei dintorni. Tra gli otto arrestati c’e’ anche il nuovo ‘reggente’ del mandamento della Noce.

Questa indagine fa emergere la straordinaria gravita’ dell’episodio di violenza, una brutale aggressione destinata a punire in modo esemplare un piccolo esercente che si e’ rifiutato di pagare il ‘pizzo’. Siamo di fronte ad una organizzazione che non ammette il rifiuto men che meno la ribellione. Per questa ragione la reazione e’ stata cosi’ violenta: per dare un segnale forte a tutto il quartiere, per far vedere cosa succede a chi si oppone alle richieste di ‘pizzo’ e si ribella denunciando”.

Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Palermo,
Francesco Messineo, nel corso della conferenza stampa in cui sono stati forniti i particolari dell’operazione “Agrion” scattata dopo la denuncia di un commerciante preso a martellate per aver rifiutato di pagare un’estorsione. Secondo il capo della Procura tuttavia “il controllo del territorio da parte di Cosa nostra e’ diminuito, la mafia non e’ piu’ potente come una volta e dunque per affermare il proprio volere deve ricorrere a gesti cosi’ violenti, eclatanti, esemplari”.

Fonte. AGI